Quantcast

Sicurezza urbana, il procuratore nazionale Pennisi: “La mafia c’è anche se non si fa vedere” foto

Summit di due giorni a Fucecchio per 20 specializzandi in scienze forensi

Lectio magistralis del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Roberto Pennisi che alla Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio ieri mattina (17 luglio) ha incontrato i partecipanti al master in scienze forensi dell’Università La Sapienza di Roma, nell’ambito della due giorni promossa dal Comune di Fucecchio sul tema della sicurezza urbana. Pennisi, uno dei maggiori esperti in Italia nella lotta alla criminalità ambientale e impegnato da decenni contro le organizzazioni mafiose, ha conquistato la platea parlando di legalità.

“Le mafie sono cambiate – ha detto – non stanno più nel substrato della società. Adesso sono trasparenti, ci sono ma non si vedono. Noi le cerchiamo in determinati ambiti dell’azione criminale ma non sono più lì. Si sono trasferite nelle centrali economiche finanziarie nazionali ed internazionali. E’ inutile cercarle nell’entroterra calabrese o studiarle sui testi antiquati della ‘ndrangheta unitaria, la realtà è cambiata. Ma questo non è un problema dei cittadini, per questo ci sono gli organi preposti. Ai cittadini va ridato il territorio. Quando al cittadino si impedisce di fruire del proprio territorio, ecco allora che arriva il crimine perché la malavita se ne frega dei divieti. Al cittadino dobbiamo dire: esercita i tuoi diritti nel territorio in cui ti trovi”.
Criminologia, investigazione, security e intelligence: sono questi i temi affrontati dai 20 specializzandi provenienti da tutta Italia che a Fucecchio si sono cimentati in un’esperienza pratica guidata (E.P.G) sul territorio, alla scoperta delle principali criticità legate alla sicurezza. Due i temi caldi affrontati: quello dello spaccio di sostanze stupefacenti nei boschi delle Cerbaie e quello delle infiltrazioni malavitose nel tessuto produttivo industriale.

Dopo un incontro in sala del consiglio comunale con il sindaco Alessio Spinelli e la vicesindaco Emma Donnini, i partecipanti al master si sono divisi in due gruppi. Accompagnati dal Delegato alla Sicurezza Urbana del Comune di Fucecchio e docente del corso, Renzo Ciofi, dal consigliere comunale delegato alle Cerbaie, Francesco Bonfantoni e dal comandante territoriale della polizia municipale Roberto Dini, si sono diretti nelle zone dello spaccio per conoscere da vicino le modalità utilizzate dalla criminalità e vedere con i propri occhi quali danni queste attività illecite provocano sul territorio. Durante il sopralluogo, utilizzato anche per smantellare i bivacchi dei pusher nei boschi, sono intervenuti gli agenti della polizia municipale dell’Empolese Valdelsa e quelli della municipale di Prato con due cani antidroga.

Particolarmente interessante è stata anche la seconda giornata di studio: i partecipanti al master, con il coordinatore didattico scientifico professor Natale Fusaro e con il professor Eraldo Stefani, hanno incontrato alcune importanti personalità impegnate nel contrasto alla criminalità, tra cui il prefetto di Firenze Alessandra Guidi. A fare gli onori di casa è stato il professor Alberto Malvolti, presidente della Fondazione Montanelli Bassi.

La tavola rotonda si è rivelata ricca di spunti per gli studenti e per l’amministrazione comunale che è impegnata da anni, col sindaco Alessio Spinelli, in azioni di contrasto alla criminalità attraverso specifici atti, come le ordinanze che vietano la sosta su alcune strade provinciali e che prevedono reati da codice penale o come l’installazione di telecamere lungo le strade che conducono ai luoghi dello spaccio, oltre a tutta una serie di sopralluoghi della Polizia Municipale che vanno ad aggiungersi a quelli dei Carabinieri.
“Fucecchio – ha commentato Renzo Ciofi – non solo ha offerto un’opportunità unica ai partecipanti al master, consentendo di sviluppare la parte pratica post laurea sul territorio, ma, grazie alla lungimiranza del sindaco, ha compreso prima di altri quanto sia importante sviluppare nuove metodologie, anche attraverso la formazione di specifiche figure professionali come il Dirigente Delegato alla Sicurezza Urbana (DDSU), per combattere la criminalità. L’Università La Sapienza intende proseguire questa collaborazione che abbiamo avviato lo scorso anno con reciproca soddisfazione”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.