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Dramma popolare, nuove sfide per celebrare i 75 anni

Il bilancio delle iniziative in un anno reso difficile dalla pandemia

Un anniversario memorabile quello dei settantacinque anni del Dramma Popolare di San Miniato, all’insegna delle grandi emozioni, di un’autentica partecipazione corale, della piena riaffermazione di quei valori che ne hanno dettato la nascita nel 1947. Un teatro della riflessione su se stessi, sul proprio destino, su quello di un mondo spesso avvolto da fitte tenebre, ma fatto anche di luce, a partire da quella delle stelle che, alla maniera di Dante, sono accese nel cielo e brillano, voce di speranza, di apertura verso l’infinito, nostalgia del Paradiso, come Simone Cristicchi ha più volte sottolineato, in parole e musica, nel suo spettacolo accompagnato, ogni volta, dagli applausi scroscianti di un pubblico commosso e in piedi al termine di Paradiso dalle tenebre alla luce per testimoniare approvazione e consenso.

“Il Dramma Popolare – raccontano i promotori – ha dunque contribuito, particolarmente quest’anno, a delineare un cammino di ricerca individuale e collettiva insieme, a combattere le tante paure che attanagliano, a intraprendere un viaggio quasi iniziatico verso un Paradiso da scoprire intanto dentro di noi e nella natura, perfetta nella sua semplicità, costruita su legami solidali e armonici, su una bellezza tutta da vivere e contemplare, ma soprattutto da custodire. E lo ha fatto con un programma di spettacoli, uniti dall’idea di un viaggio nella contemporaneità attraverso il quale evidenziare i mali dell’inferno di oggi, la purificazione attraverso il pentimento e il perdono, fino alla felicità del Paradiso, quella luce di speranza che inonda ogni essere umano, ma anche in virtù di iniziative culturali che hanno suscitato interesse e mantenuto, intorno al Dramma, un’attenzione viva, una partecipazione convinta. E’ il caso della mostra delle opere pittoriche di Tropei fino alle conferenze su Dante e agli incontri, in diretta streaming, di scrittori, illustratori, musicisti, quali Corradini, Tessaro, Fink, con più di mille studenti delle Scuole Secondarie di primo grado sul tema della shoah attraverso l’immaginario dantesco”.

“Gli obiettivi raggiunti sono il frutto – come afferma con soddisfazione il presidente Marzio Gabbanini -, di quella unità di intenti, delle scelte operate in condivisione col direttore artistico, dei principi di serietà nel lavoro di squadra, che sorreggono l’operato dell’intera struttura organizzativa, del cda e quindi dei consiglieri e del collegio dei sindaci revisori, dell’assemblea dei soci, degli amici del dramma, del supporto finanziario della Fondazione Crsm, delle istituzioni pubbliche e di privati che mai fanno mancare aiuti determinanti per un Teatro dello Spirito, che si è mantenuto fedele alla propria identità di teatro popolare. E’ infatti capace di arrivare a tutti con drammaturgie di alta qualità, come ha pienamente dimostrato l’opera di Simone Cristicchi, protagonista di uno spettacolo che rimarrà indelebile nella storia più che cinquantennale del Dramma, perché specchio di grande onestà intellettuale, di un cammino di ricerca interiore costante e autentica, che mai dimentica l’interazione solidale con gli altri e con il mondo”.

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