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Ridotta la zona di ripopolamento e cattura, Federcaccia: “Il sindaco non può prendersi alcun merito”

L'associazione: “È troppo facile ricordarsi dei cacciatori in situazioni di convenienza sfruttando l’occasione o ricordarsi ad intermittenza di questa categoria”

La zona di ripopolamento e cattura di San Miniato sarà ridotta. Lo conferma una delibera dirigenziale della Regione Toscana. Ad esultare è la Federazione italiana della caccia, sezione di San Miniato: “Siamo orgogliosi di dire che la Federcaccia è stata attrice e promotrice assoluta nella gestione di questo sofferto ed importante cambiamento. Il lungo lavoro che ci ha impegnato parte dal 2011-2012 quando nelle assemblee dei cacciatori è stato proposto di apportare sostanziali modifiche alla zona di ripopolamento, attraverso l’inserimento di nuove aree e la contemporanea riduzione di una vasta area che si identifica nella cosiddetta valle dell’Enzi, che va dalla Borghigiana alla confluenza del torrente Enzi nel torrente Egola”.

“Per non impattare troppo velocemente sul territorio – spiega la Federazione – si decise di realizzare una graduale riduzione dell’area, che ricopre circa 400 ettari, in tre anni, attraverso tre step separati, come fu approvato nel 2013 con determina della Regione Toscana. Nel 2014 abbiamo liberato il primo spicchio, nella zona delle Gronde e parte di Paesante. Successivamente gli accordi prevedevano ulteriore riduzione di un terzo nel 2015 e per finire nel 2016 di togliere l’ultimo pezzo rimanente. Purtroppo con l’avvento del governo Renzi e la successiva abrogazione delle Province, l’iter si è fermato, lasciando in sospeso l’intero progetto“.

“La Federcaccia nel frattempo non è stata ferma, ma ha continuato a lavorare per cercare di raggiungere l’obiettivo prefissato. Però, ed è cosa nota, il Piano faunistico regionale essendo fermo al 2012 ha compromesso ed ha rallentato il nostro operato, in quanto le nostre rimostranze per portare a termine il progetto sono state costantemente rimandate all’approvazione del Piano faunistico di cui la Regione Toscana è tutt’ora deficitaria – dicono – Ma le continue lamentele e sollecitazioni degli agricoltori e cittadini, danneggiati dalla eccessiva presenza di determinate specie di animali in quell’area (cinghiali, caprioli e daini) assommate anche la degrado ambientale in forte incremento in buona parte dell’area in questione e quindi non più idonea a rispettare i requisiti previsti per le caratteristiche di mantenimento della Zrc, ci hanno fatto continuare apreseguire con tenacia e perseveranza nel nostro obiettivo di riduzione della zona”.

“La nostra determinazione è sfociata in una seria e costruttiva presa di posizione condivisa con l’Atc e la Federcaccia provinciale, affinché il programma, già autorizzato nel 2013, fosse portato a termine. Il nostro lavoro, supportato dalle nostre relazioni analitiche e dettagliate, ha trovato giusto accoglimento, con l’emanazione della determina dirigenziale del 30 luglio scorso – dice l’associazione dei cacciatori – Però, siamo rimasti stupefatti dalle affermazioni del sindaco Simone Giglioli, con le quali esprime soddisfazione per l’iniziativa della Regione Toscana, come se fosse un suo merito, trascurando del tutto il percorso ed il lavoro svolto dalla nostra associazione e dai cacciatori. Vogliamo ricordare al sindaco l’impegno, la passione, la serietà e la professionalità che la Federcaccia di San Miniato mette nella gestione del territorio sempre più dimenticato dalle istituzioni”.

“Gli vogliamo far notare – prosegue la Federazione – che è troppo facile ricordarsi dei cacciatori in situazioni di convenienza sfruttando l’occasione o ricordarsi ad intermittenza di questa categoria, ma è necessario, cosa che abbiamo fatto presente all’amministrazione comunale, sia in riunioni sia con documenti, un rapporto e una collaborazione continuativa e strutturata attraverso l’istituzione di un organismo di partecipazione, assieme a Tartufa ed Agricoltori, riconosciuto dal consiglio comunale. Si tratta di una scelta politica che non impegna risorse economiche la cui costituzione si rivolge alla gestione e tutela del territorio, essendo l’attività venatoria prerogativa della Regione. Tema che basandoci sugli esiti dell’ultimo incontro avuto nel palazzo comunale nel mese di luglio, non risulta essere di interesse per il Comune“.

“Pertanto, ricordando che il Comune non ha facoltà di gestione sulla caccia – conclude Federcaccia – le affermazioni a carattere meramente strumentale da parte del sindaco Giglioli connotano un sentimento puramente elettorale a conferma di una palese difficoltà nel cercare e confermare consensi, ormai sempre più in calo. Concludiamo rendendo noto che la Federcaccia opera in maniera apolitica a difesa del mondo venatorio ed è l’unica associazione venatoria propositiva del Comune di San Miniato a tal punto che ha già presentato molte proposte per la gestione del territorio nell’interesse della collettività al Comune, puntualmente ignorate, oltre ad avere presentato nuove proposte anche all’Atc di carattere venatorio, da inserire nel prossimo Piano faunistico, con la speranza che la Regione acceleri i tempi della sua revisione, indirizzate ad una migliore gestione venatoria del territorio comunale”.

 

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