Il maestro Vegni avrà la sua aula: una struttura nel giardino della scuola Giusti porterà il suo nome foto

Dalla proposta degli amici è nato il progetto finanziato dall'istituto Sacchetti: entro fine anno pronta ad accogliere gli alunni per laboratori e didattica integrata

Fece tanto per la “sua” scuola il maestro Giuseppe Vegni, che dai corridoi della scuola Giusti a La Scala, San Miniato, ne ha visti passare di alunni e di colleghi. Alunni che, crescendo, hanno sempre conservato un ottimo ricordo del loro maestro d’infanzia, fino alla tragica notizia del febbraio scorso: complicanze legate al Covid 19 hanno portato via il maestro di San Miniato a 75 anni, ma non il suo ricordo. È nato da chi ha conosciuto il maestro Vegni il percorso che ha l’obiettivo di intitolare a lui un’aula all’aperto della scuola Giusti. Non un’aula qualsiasi: un’aula da costruire, da zero, per potenziare la vocazione laboratoriale dell’istituto.

Nella scuola dove lo stesso Vegni ha insegnato, anzi, di più, che ha contribuito a far nascere, un’aula porterà il suo nome. Il dirigente scolastico Andrea Fubini dell’Istituto comprensivo Sacchetti ha subito accolto la proposta e individuato i professionisti che a vario titolo hanno collaborato al progetto: tutto da realizzare nel perimetro della scuola Giusti, di proprietà del comune di San Miniato. Ma il comune non dovrà farsi carico di alcuna spesa: l’intero importo, dagli incarichi di progettazione ai costi di realizzazione, sarà finanziato dalla scuola, con l’obiettivo di velocizzare i tempi di realizzazione. Il placet del Comune per quel che riguarda gli aspetti tecnici e i vincoli urbanistici del progetto è già arrivato, con una delibera che ha accolto con favore l’iniziativa.

“Poco dopo la scomparsa del maestro Vegni sono stato contattato da Marzia Bellini, nostra ex docente, che conosceva bene Giuseppe – Andrea Fubini, dirigente scolastico dell’Istituto Sacchetti, spiega la genesi del progetto -. Lui fu uno dei fondatori della nostra scuola a tempo pieno. Bellini, insieme a tante altre persone che hanno conosciuto Giuseppe, mi ha esposto l’esigenza di organizzare un’iniziativa in suo ricordo e per lo scopo avevano fatto anche una colletta per finanziare l’evento. Parallelamente a questo, noi già dall’anno scorso, con un grande impulso dovuto alla pandemia, avevamo impostato la didattica all’aperto come modalità ordinaria, che poteva essere mantenuto anche nel post-emergenza. Unendo le due cose ci è sembrato naturale pensare all’aula all’aperto”.

Il giardino della scuola Giusti, quindi, avrà un’altra aula. Sarà uno spazio polifunzionale, che non intralcerà le vie di accesso e di uscita degli alunni, visto che si tratta di un’aula aperta e senza pareti. Design ligneo, una tettoia e autobloccanti a terra, ma soprattutto niente barriere architettoniche per consentire l’accesso ai disabili: fruibile per le attività all’aperto, ma con la possibilità di posizionare banchi e sedie e fare la classica lezione frontale quando le belle giornate lo consentono. Una struttura rettangolare da circa 48 metri quadri che avrà anche un piccolo impianto elettrico.

Una didattica laboratoriale all’aperto che non è più un’occasione sporadica di vivere il giardino, ma che diventa stabile, strutturale, e che attraversa tutte le stagioni. L’aula, per così come è progettata, permette di svolgere attività anche in inverno, oltre che essere una struttura chiave per iniziare a pensare di organizzare dei campus estivi, per esempio. Perché la scuola Giusti con il suo tempo pieno, come spiega Fubini, “non solo una scuola dove si passano più ore, ma è un luogo in cui l’apprendimento avviene attraverso attività laboratoriali di vario genere e rispettando i tempi di apprendimento di ogni alunno”.

Per la scuola intitolare uno spazio al maestro vuol dire non solo rendergli onore ed essergli riconoscente sotto il profilo simbolico, ma anche proseguire quel percorso che Vegni aveva tanto incoraggiato di didattica integrata. La scuola Giusti, che quest’anno supera i 160 iscritti, è l’unica scuola primaria dell’Istituto comprensivo Sacchetti a effettuare il tempo pieno garantendo una didattica integrata con il momento del pranzo e le attività pomeridiane. Questo, in altri termini, significa conciliazione di tempi di vita e lavoro per le famiglie.

La colletta tra amici è stato il seme per finanziare un progetto che prevede una spesa di circa 22mila euro. “Avevamo fatto un po’ di economia – spiega il dirigente scolastico – perché con il primo lockdown alcune cifre trasferite dal comune per le attività ordinarie non erano state spese. In più, abbiamo messo a bilancio alcuni soldi arrivati per il piano scuola estate”. Dopo la ricerca dei fondi una grossa mano l’hanno data alcuni genitori: qualcuno ha messo a disposizione le proprie competenze in materia e, nel giro di poco tempo, si è creata una rete di professionisti che con prezzi contenuti hanno lavorato alla redazione del progetto.

Difficile realizzarla entro settembre: non si trovano impresi edili disponibili a lavorarci sin da subito e in così poco tempo. Verosimile, invece, che l’aula sia pronta entro la fine del 2021 e che entri in funzione già dai primi mesi del 2022.

“Il comune si è subito attivato per concedere i permessi necessari e per una supervisione del progetto – ha commentato Giulia Profeti, assessore alla scuola del comune di San Miniato -. Progetto accolto positivamente per l’importanza della figura a cui è intitolato. Vegni era una persona riconosciuta, è stato anche assessore a San Miniato, quindi non posso che esprimere soddisfazione per la proposta del dirigente Fubini. Poi, la collaborazione con l’istituto Sacchetti è sempre al 100 percento”.

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