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Lega: “Bene la cittadinanza onoraria al Milite ignoto”

L'ok è stato dato durante l'ultimo consiglio comunale

In occasione dell’ultimo consiglio comunale, per ricordare i 100 anni dalla tumulazione del Milite Ignoto all’altare della patria avvenuta avvenuta il 4 novembre 1921, con voto unanime dei consiglieri è stata assegnata la cittadinanza onoraria della città di San Miniato al Milite Ignoto. Analoga iniziativa si è tenuta in varie città italiane a seguito delle segnalazioni promosse dal Gruppo Medaglie d’oro al Valor Militare, dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e da numerosi altri soggetti e Associazioni combattentistiche e d’Arma.

“Una iniziativa – si legge in una nota – che il gruppo consiliare della Lega ha condiviso pienamente trattandosi di un riconoscimento connesso ad un avvenimento di grande rilievo capace di ricordare e raccontare un episodio importante della storia italiana che 100 anni fa emozionò grandemente il popolo italiano. Fu un avvenimento nazionale e popolare che non si deve lasciar sbiadire dal tempo, né si può consentire che venga ignorato. La traslazione del soldato ignoto nel sacello dell’Altare della patria in rappresentanza degli oltre 600 mila soldati italiani caduti nella guerra 1915 -1918, fra i quali molti risultarono dispersi e non ebbero neppure l’onore di una specifica sepoltura, fu un avvenimento altamente simbolico e rappresentò la post fazione di un evento bellico determinante per la futura storia d’Italia, non solo per la positiva conclusione dell’ultima guerra d’indipendenza italiana che consentì il ricongiungimento allo Stato italiano di province italianissime come Trento e Trieste, ma anche perché quella guerra consenti il verificarsi delle condizioni per la creazione di una concreta conoscenza tra le genti del sud e quelle del nord le quali pur distanti geograficamente ma sopratutto per cultura, identità e storia si trovarono a vivere e soffrire gomito a gomito nelle trincee”.

“Fu – prosegue la nota della Lega – una collettiva esperienza di vita e di comuni sensazioni che facilitò quella saldatura fra popolo del sud e popolo del nord che probabilmente fino a quel momento non si era ancora appieno realizzata. La conoscenza contribuì a far cadere pregiudizi e diffidenze e certamente fu elemento di riscatto del sud che all’epoca, a 50 anni dalla unità d’Italia, risultava ancora profondamente avvilito nella sua identità storica e culturale. I giovani del sud combatterono con onore e disciplina per consentire ai giovani del nord di sentirsi liberi in terra italiana, contribuendo con ciò a fare sbiadire critiche e interessati giudizi che da decenni avevano monopolizzato la discussione politico sociale della nuova Italia. Significativo fu il fatto che dopo la gravissima sconfitta del 1917 il comando supremo dell’esercito italiano fu assegnato ad un generale di Napoli, Armando Diaz che nell’arco di un anno, con agire lungimirante e moderno, portò l’Italia da Caporetto a Vittorio Veneto”.

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