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Controllo Arpat al depuratore Aquarno: “Valori limite rispettati. Emerse alcune irregolarità di tipo amministrativo”

"Con riferimento alle emissioni odorigene, è stato verificato il non rispetto del cronoprogramma che prevede l'installazione di un sistema di nebulizzazione"

I valori limite previsti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale risultano essere stati rispettati. Anche se i tecnici di Arpat, nel controllo periodi al depuratore di Santa Croce sull’Arno hanno sottolineato la mancata comunicazione di alcuni documenti.

L’impianto di depurazione gestito dalla società Consorzio Aquarno fa il trattamento di acque reflue urbane a prevalenza industriale di tutta l’area del distretto conciario situata sulla riva destra dell’Arno e i controlli hanno riguardato lo scarico finale nelle acque superficiali del canale Usciana da aprile a luglio.

“Il gestore – spiega Arpat – deve operare nel rispetto delle condizioni dell’Aia rilasciata dalla Regione Toscana che prevede prescrizioni sia generali di carattere gestionale sia specifiche per le varie matrici ambientali. Nel mese di giugno Arpat ha effettuato un controllo per verificare l’ottemperanza ad alcune prescrizioni tecnico gestionali, a seguito del quale sono emerse alcune irregolarità di tipo amministrativo, per le quali sono state emesse sanzioni a carico del gestore dell’installazione.

Rispetto alle 13 prescrizioni verificate, le irregolarità registrate erano dovute al mancato invio della relazione con la descrizione delle caratteristiche principali del nuovo serbatoio contenente soda caustica, mancato invio della comunicazione riguardante la strumentazione installata per monitorare i punti chiave dell’impianto e, con riferimento alle emissioni odorigene, è stato verificato il non rispetto del cronoprogramma che prevede l’installazione di un sistema di nebulizzazione di un prodotto per l’abbattimento dell’idrogeno solforato derivante dalla grigliatura industriale, come previsto dal piano di gestione degli odori predisposto dalla ditta”.

Inoltre mancavano “la prova di pompaggio di lunga durata con determinazione della curva abbassamenti e risalita, su tutti i piezometri installati e l’invio dei risultati di interventi di verifica e delle previsioni di monitoraggi periodici sulle strutture più critiche, relativamente alle strutture interrate di stoccaggio e trasferimento reflui”.

Un’altra delle prescrizioni dell’Aia prevedeva la predisposizione di una rete di monitoraggio delle acque sotterranee. “Il primo campionamento delle acque sotterranee, effettuato a fine marzo in contraddittorio tra Arpat e la ditta, ha evidenziato il superamento, per il parametro cloruro di vinile, delle concentrazioni soglia di contaminazione previste dal D. Lgs. 152/2006, a seguito del quale si è reso necessario attivare il procedimento di bonifica. A luglio 2021 ARPAT ha espresso parere favorevole alla realizzazione delle indagini proposte nel Piano della Caratterizzazione, la cui finalità è determinare l’origine della potenziale contaminazione da organoclorurati riscontrata a marzo in sede di campionamento della falda freatica.

Nel fissare i Valori limite di Emissione allo scarico da parte della Regione Toscana che ha rilasciato l’autorizzazione è stato tenuto conto, per ciascuna delle sostanze pericolose caratteristiche del ciclo conciario individuate dalla norma, della diluizione operata dalla miscelazione delle acque reflue di origine civile o prelevate dai pozzi per il funzionamento dello stesso impianto, in accordo alla specifica autorizzazione della Regione Toscana. Arpat effettua il campionamento mensile in accordo a quanto previsto dall’Aia. In particolare, sono stati effettuati i campionamenti nelle date 29 aprile, 27 maggio, 9 giugno e 14 luglio 2021 per il controllo allo scarico finale nel canale Usciana, su tutti i parametri previsti.

Durante l’attività di controllo di Arpat, effettuata nel corso dei primi sette mesi dell’anno 2021, è emerso il rispetto dei VLE per tutti i parametri previsti”.

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