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Castelfranco, il futuro del centro lo scrivono i giovani foto

Presentate le prime proposte degli studenti del processo partecipativo

Una nuova vita per il centro? In mano ai ragazzi. Presentate ieri (25 settembre), le prime idee, bozze e progetti del processo partecipativo UPcyclingTOgether, botteghe creative e solidali, promosso dal comune di Castelfranco di Sotto e affidato alla società Avventura Urbana, all’interno del quale è stato siglato un accordo di ricerca con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, e dal quale è nato il Workshop Design Together.

“Non una semplice campagna di finanziamenti al commercio – ha esordito l’assessore Federico Grossi – ma uno studio integrato e approfondito per pensare un futuro per il centro storico, a partire certo da una identità ed una storia che ci appartiene, quella delle botteghe tradizionali, da rielaborare, ma che al contempo non può tornare così com’era”.

Otto progetti in tutto, presentati dai giovani studenti dell’Università che nelle settimane scorse erano stati alcuni giorni a Castelfranco per studiarne linee e contenuti, dare un senso ai luoghi, censire i fondi sfitti, segnare limiti e potenzialità, per restituire il tutto. Ricerca nel centro storico durata tre giorni, dal 14 al 16 settembre, che ha coinvolto ben 17 studenti, il cui compito era quello di provare a pensare ad un rigenerazione urbana.

“Ci siamo sentiti a casa in questi giorni di lavoro – hanno detto Giuseppe Lotti e Maddalena Rossi, rispettivamente del Dida Lab Design per la Sostenibilità dell’Università di Firenze e di Avventura Urbana – con un territorio pronto per un percorso come questo, ottimo terreno per ciò che dovremo fare le prossime settimane e i prossimi mesi. Tutto questo grazie ad un gruppo di lavoro di persone fantastiche che han creduto in questo progetto. Al workshop tenuto in presenza sono seguiti dieci giorni di elaborazione, dopo che i ragazzi hanno avuto la possibilità di approfondire le tematiche che caratterizzano il design per l’innovazione e l’inclusione sociale e la valorizzazione dei territori. Il risultato sono otto progetti”.

Vi sono progetti come Geografia dei luoghi di Matteo Antonazzo e Lissia Dinoia, che provano a ripensare la fruibilità ed attrattività del centro attraverso una serie di ripensamenti estetici urbani, fra murales ed interventi artistici che dialoghino con le potenziali nuove botteghe del centro. Strada percorsa anche da Yuhui Xia e Li Rong Hu con “Arredo urbano”. Ma anche progetti che riflettono sulle nuove identità e culture che nei decenni si sono affastellate nel centro storico castelfranchese, come IntreccioCulture di Carmen Durante e Bianca Chiti, che provano ad immaginare una serie di festività “altre”, indiane, senegalesi, cinesi, recuperando feste tradizionali legate alle varie nazionalità che vivono in centro e farli diventare momenti dell’anno in cui coinvolgere le varie comunità ed intrecciarle fra di loro. Il tutto corredato anche da alcuni laboratori e workshop dedicati al supporto scolastico, ai corsi di italiano per stranieri, di lettura e affini. Vi sono poi studenti, come Veronica Mineev e Giacomo Bischini, che con il progetto Botteghe Aperte entrano nel nocciolo della questione “riciclo”, filo conduttore di tutto il processo partecipativo volto a immaginare una nuova filiera del riciclo produttivo di materiali (pelle, stoffa, legno, metalli) da innestare in una rete di nuove botteghe artigiane e di design attraverso il centro storico. Sullo stesso filone i progetti Eventi a cultura presentato da Pei Shaoyang e Camilla Benincasa e Mappa Gioco di Moran Qi e Nan Ding, con recuperi artigianali di materiali che strizzano l’occhio anche alle varie culture straniere. Molto particolare il progetto di Ri-ciclo di Riccardo Cappello e Veronica Ferrarini, che immaginano una sorta di rete del riuso a partire dal recupero delle biciclette, creando un legame con il tema della mobilità sostenibile e della futura ciclopista dell’Arno, guardando quindi anche alle potenzialità che il territorio può offrire ad un certo tipo di turismo. L’importante tema della residenza diffusa è stato invece affrontato da Simone Baldacci ed Emanuele Carbone.

Non progetti definiti, ma certo primi indirizzi di lavoro verso una ricreazione di potenziali e possibili filiere di rigenerazione. “Solo un inizio di percoso – hanno precisato Federico Grossi e l’assessora alla scuola e sviluppo economico Ilaria Duranti. – Processi di riflessione che andranno intrecciati fra loro, messi a rete sfruttati anche nella logica di futuri investimenti”.

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