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Scuola di Marti, a Montopoli “contiamo di avere le aule pronte per la fine di questa settimana”

Quasi scartata intanto, l'idea della tensostruttura in giardino

“Gli operai stanno facendo il possibile, contiamo di avere le aule pronte per la fine di questa settimana, forse già venerdì”. Lo afferma il sindaco di Montopoli Valdarno Giovanni Capecchi, in merito ai lavori di ricavo di tre aule dalla sala mensa dell’Istituto Comprensivo Galileo Galilei, che a giorni dovrà ospitare anche le 5 classi elementari rimaste ‘orfane’ della scuola di Marti, chiusa ormai dallo scorso 4 ottobre dopo le analisi strutturali sul fronte antisismico dei tecnici della Regione Toscana (qui la notizia).

Stando alle dichiarazioni della settimana scorsa, la consegna delle aule e la conseguente fine dell’emergenza avrebbe dovuto svolgersi fra oggi e domani, 13 e 14 ottobre, ma i lavori non sono finiti. “Resta da capire se esistano esigenze organizzative da parte della scuola – continua il primo cittadino – ma in assenza di queste pensiamo di poter assicurare il servizio alle famiglie e ai bambini entro al massimo martedì prossimo”.

Pronto, intanto, il piano trasporti, che per tutto l’anno scolastico in corso dovrà portare i bimbi delle frazioni di Marti e Casteldelbosco a Montopoli, con servizio pullman ‘deviato’ per coloro che già ne usufruivano e l’ausilio di una navetta, invece, per i bimbi residenti nella frazione che fino ad oggi si recavano a scuola a piedi o con i genitori. In questi giorni di ‘limbo’, intanto, la maggior parte degli alunni di Marti è rimasta a casa, senza lezione, salvo pochissimi studenti che hanno preferito cominciare le lezioni all’interno delle classi delle elementari di Montopoli, in inedite classi ‘miste’ e comunque temporanee.

Sempre nel corso di questa emergenza, alcune famiglie hanno usufruito della classe messa a disposizione del comune alla scuola dell’infanzia a Capanne, con tanto di animatori, per venire incontro alle difficoltà di alcuni genitori, i cui orari di lavoro erano incompatibili col tenere i figli a casa la mattina. La soluzione prospettata, lo ricordiamo, era quella di sistemare le cinque classi elementari rimaste “orfane” della loro scuola nella sede dell’Istituto Comprensivo, dove due classi inutilizzate erano già pronte. Per le altre tre, appunto, c’era l’aula mensa da riadattare, con il ricavo di tre aule. Volgerebbe al tramonto, intanto, l’ipotesi di recuperare uno spazio mensa in giardino, tramite una tensostruttura. A seguito di valutazioni che hanno coinvolto Comune e scuola, infatti, avrebbe prevalso l’idea di assicurare il servizio alle classi per cui è previsto con la somministrazione in classe.

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