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Alla FiPiLi i fondi per la ripresa, Assotir: “Pronti a fare la nostra parte”

"Per risolvere i problemi di questa strada non si possono prendere scorciatoie". "Le infrastrutture viarie non debbono essere la Cenerentola degli investimenti"

FiPiLi e fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: finalmente una buona idea”. Così Assotir Toscana accoglie la proposta del sindaco e presidente della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella di un utilizzo dei fondi del Pnrr anche per la viabilità e le infrastrutture, a partire da quello che rappresenta una emergenza della Toscana: la FiPiLi.

Siamo pronti – dice Maurizio Bandecchi, coordinatore Assotir Toscana – a fare la nostra parte come associazione di rappresentanza del trasporto merci sempre in prima linea per difendere la categoria e per denunciare ciò che non va. Dopo mesi di dibattito spesso anche caratterizzato da prese di posizione evidente frutto di una totale ignoranza delle realtà, finalmente si comincia a capire che per risolvere i problemi della FiPiLi non si possono prendere scorciatoie. Quello che serve fare è molto semplicemente di intervenire lunga la infrastruttura dove è logorata per adeguarla ai flussi di traffico in termini di robustezza e di affidabilità.

Ed inoltre di ampliarla come carreggiata, almeno dove è possibile, per farla diventare una strada percorribile in piena sicurezza. Sarebbero benedetti i fondi del Pnrr che, per il momento, escludono in gran parte proprio gli interventi sulla viabilità di cui ci sarebbe estremo bisogno anche per il corridoio tirrenico e per la due mari, tanto per fare altri due esempi eclatanti. Escludere le strade dal Pnrr appare senza una coerente logica perché di strade efficienti ci sarà comunque bisogno anche al momento in cui arriverà la mobilità green di massa, mezzi pesanti compresi, che anzi potrebbero essere fra gli attori più importanti di questa rivoluzione”.

“Osserviamo anche – ha spiegato il segretario generale Assotir Claudio Donati – che comunque a livello nazionale sono circa 300 i milioni disponibili per la voce viabilità quindi non proprio zero e la Toscana, una quota di queste risorse, dovrebbe impegnarsi a intercettarla. C’è poi da proporre anche un altro ragionamento. Comunque vada, una ingente mole di investimenti e di risorse, anche nella regione Toscana, arriveranno e transiteranno attraverso i bilanci degli enti locali, con in testa la regione stessa. Allora si potrebbe, attraverso una oculata manovra di bilancio, dirottare almeno una parte delle risorse già destinate agli altri settori di investimento e ricavare una quota per la viabilità in modo da livellare in maniera più logica e proficua tali risorse che comunque sono sempre uno stock limitato.

Insomma, le infrastrutture viarie non debbono essere la Cenerentola degli investimenti dei prossimi anni perché sia tutta la distribuzione che tutta la produzione girano sulle ruote dei nostri camion. E semmai ogni sforzo deve essere teso a rendere sempre più efficiente il nostro sistema produttivo e non penalizzarlo in modo assurdo come sarebbe in caso di divieti o pedaggi senza servizio. Per arrivare a capire le nostre buone ragioni serve però un luogo dove potersi confrontare: noi aspettiamo sempre che il presidente Giani accolga la nostra richiesta di avviare un tavolo a 360 gradi sul tema infrastrutture e uno più specifico sulla legalità, a rischio nel mondo del trasporto. Oltre agli enti locali, il prossimo 15 novembre dovrebbe convocare anche le categorie economiche, o almeno metterlo fin da subito in calendario. Altrimenti è sicuro che non si potrà mai ottenere la visione di insieme del sistema produttivo e delle infrastrutture necessarie, che è indispensabile per individuare le priorità di intervento”.

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