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Una festa “per il santo che c’è in te”, don Udoji propone per l’alternativa ad Halloween

Niente vieta "a coloro che vogliono poi dilettarsi in dolcetto o scherzetto la sera, di unirsi al noi nel pomeriggio"

La Notte dei Santi: la festa per il santo che c’è in te. E’ questa la domenica 31 ottobre per la comunità parrocchiale di Capanne, Montopoli, Marti. Dalle 15 alle 18, la Festa dei Santi è nella sala parrocchiale. Niente streghe e fantasmi, ma un pomeriggio di animazione, e riflessione. Oltre ai giochi da tavolo e alla merenda, infatti, saranno due i momenti principali: la breve proiezione della vita del giovanissimo beato Carlo Acutis e l’estrazione del Santo.

La festa, come spiega il parroco di Montopoli Valdarno, don Udoij, ha infatti sia un valore religioso che culturale “perché è una festa cristiana in cui celebriamo i nostri santi, testimoni della fede e del Vangelo e quindi il legame fra noi e loro che è sempre attuale, ma è anche un momento di socialità e conoscenza di tradizioni che fanno parte della cultura italiana. I santi per i ragazzi cattolici possono essere visti anche come un modello da seguire per capire che la via della santità non è riservata solo a una categoria di persone, ma è potenzialmente perseguibile da tutti”.

La decisione di organizzare questa festa riflette l’antica diatriba o scontro culturale, ma problematica moderna: “Cosa festeggiare la notte del 31 ottobre?”. La questione ha radici profonde e si perde nello scontro tra società di tradizione latino cristiana e quelle di cultura celtica poi permeata nella cultura statunitense. In tutti casi si celebra un elemento di credenza trascendente, ma la dialettica negli ultimi anni dopo la colonizzazione di Halloween anche da parte dei giovani italiani, forse complice il processo di globalizzazione, ha fatto nascere qualche distinguo da parte della comunità cattolica osservante.

La festa sarà organizzata parallelamente ad Halloween, ricorrenza di origine pagana che poi è stata associata alla celebrazione dei santi cristiana e non è una novità che spesso i ragazzi anche di religione cattolica la festeggino. Come affermato dal parroco però “in un modo libero come il nostro, ognuno può scegliere come festeggiare questo giorno, questa è una proposta alternativa che non preclude a coloro che vogliono poi dilettarsi in dolcetto scherzetto la sera, di unirsi al noi nel pomeriggio. È un modo per condividere la tradizione insieme anticipando Ognissanti del primo novembre”. Perché fare festa e stare insieme va sempre bene e le occasioni non sono mai troppe, specie dopo il periodo di isolamento forzato che abbiamo passato.

Halloween nasce come festa pagana e nella cultura celtica rappresentava il magico giorno di ottobre in cui il velo che separava il mondo dei morti da quello dei vivi cadeva portando all’interazione dei due mondi. Era un giorno in cui si onoravano i morti in modo che quest’ultimi guidassero i vivi durante tutto l’anno. La festa venne poi esportata da irlandesi e scozzesi negli Stati Uniti nel XIX secolo, ma dove si è diffusa con il volto con cui la conosciamo oggi solo nel XX secolo.

Non è un segreto però, che storici e antropologi abbiano rintracciato in alcune delle celebrazioni cattoliche elementi di paganesimo che la Chiesa delle origini aveva inglobato. Certo è, che nella cultura italiana e nella tradizione identitaria dell’Europa cattolica, la festa dei santi rappresenta un momento di unificazione a prescindere dal significato più strettamente religioso.

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