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Con Autolinee Toscane “sembra di essere tornati 20 anni indietro”

Per gli autisti di Cisl e Cgil “il passaggio è stato troppo repentino”

Autolinee Toscane secondo giorno. Nel primo feriale di gestione da parte della compagine transalpina, qualche problema emerge sia sul fronte dei lavoratori sia sul fronte dell’utenza, anche se questi probabilmente forse si risolveranno con un po’ di pratica. A parlare sono i sindacati, in particolare la Fit Cisl e la Filt Cgil che spiegano: “Siamo in difficoltà. Il passaggio è stato troppo repentino, a noi nessuno ha detto niente, il nuovo gestore non ha spiegato nulla agli autisti che ora sono in difficoltà anche solo a compilare i diari di bordo”.

“Ci siamo trovati – proseguono i sindacati – di fronte a un nuovo sistema dalla sera alla mattina, senza che nessuno ci spiegasse nulla. Basta pensare che prima avevamo un pannello consultabile da internet per vedere turni e lavoro, ora per i lavoratori della provincia di Pisa non funziona più, per quelli di Livorno invece funziona ancora, questo dà l’idea delle difficoltà che si sono create. Insomma tante piccole cose che mettono in difficoltà chi tutte le mattine sale su un pullman per fare un servizio agli utenti: serve un confronto con l’azienda a cominciare dalle nuove procedure di lavoro, quanto meno che qualcuno ce le venga a spiegare”.

In provincia di Pisa il passaggio da Mobit e Ctt Nord ad Autolinee Toscane interessa circa 300 lavoratori. “ Poi c’è la questione della biglietterie: al momento sono state chiuse tre biglietterie in provincia, quella di Pontedera dove è rimasta solo la possibilità di acquisto di titoli di viaggio solo alla biglietteria del museo Piaggio, che la maggior parte degli utenti non sa neppure dove è e poi hanno chiuso anche Larderello e Volterra quindi rimane solo Pisa centrale, inoltre – continuano dalla Filt Cgil e dalla Fit Cisl – non si possono più fare i biglietti a bordo a causa del covid”.

“L’alternativa – concludono – è utilizzare le nuove tecnologie digitali per fare il biglietto, ma con una popolazione che è sempre più anziana, in particolare quella che utilizza i nostri servizi, questo significa mettere l’utenza in difficoltà. Sembra di essere tornati 20 anni indietro e questo se non si trova una soluzione veloce porterà al detrimento del servizio al cittadino”.

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