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Assotir: “No ai pedaggi sulle strade, il problema è la cattiva gestione delle rete”

Gli autotrasportatori: "Non si possono mettere sempre le mani nella tasche dei cittadini"

Pedaggi e gabelle su strade non adeguate in termini di sicurezze e scorrevolezza, è partita la caccia alle risorse. “Ancora una volta siamo costretti ad assistere a tentativi di fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, ma come ci siamo opposti per la FiPiLi, ci opporremo anche a questo progetto – interviene Maurizio Bandecchi di Assotir Toscana– perché è fuorviante pensare che manchino le risorse, mentre invece è il sistema che sta a monte a dover essere rivisto. Sono i meccanismi che regolano i lavori di realizzazione e manutenzione che evidentemente, e visti i risultasti, non sono adeguati. Il vero problema è l’inefficienza dei meccanismi che dovrebbero garantire la manutenzione, ordinaria e straordinaria, oltre che generare nuove capacità di investimenti. Il nostro paese ha un estremo bisogno di infrastrutture efficienti che siano al servizio delle comunità, dei sistemi produttivi diffusi sul territorio e per la mobilità di pendolari e turisti. Risorse ingenti nel tempo non sono state impiegate in modo soddisfacente visto lo stato di degrado in cui versano proprio le strade che si vorrebbero mettere a pagamento. Il problema non è quindi solo il balzello di turno, quanto piuttosto il modo di fare manutenzione e di metterle finalmente in sicurezza sotto ogni profilo.

“Se non si risolve il problema dell’efficienza saremo di nuovo daccapo, anche se dovessero essere adottate misure di pagamento a consumo da parte degli utenti. Quindi si capiscono bene in questa ottica – ha fatto notare ancora Bandecchi di Assotir -, sia i progetti di creazione di una società unica di gestione da parte della Regione Toscana, che le striscianti intenzioni contenute nel Dl Infrastrutture su cui giustamente ha messo i riflettori il deputato Luca Siani, per permettere all’Anas di avere più ampi margini di manovra sul reperimento di risorse. Bene, anzi benissimo, le smentite su questo punto, ma la nostra vigilanza rimarrà alta proprio perché occorre evitare il rischio che pur volendo affrontare seriamente il problema, si ritorni, come in un perverso gioco dell’oca, sempre e comunque al punto di partenza”.

“Le aziende di trasporto adesso – conclude Giovanni Capecchi, presidente Assotir di Pisa, Lucca e Massa -sono sotto stress per i costi, hanno gravi problemi di aumenti soprattutto dei carburanti (+ 30% il gasolio, +100% il metano), ma non solo, mancano anche ricambi e materiali di consumo come l’ADblue, per non parlare della carenza di autisti (tema sul quale invece abbiamo avviato un incoraggiante confronto con l’Assessorato alle politiche del lavoro e della formazione della Regione Toscana). Ogni serio confronto o ipotesi di riordino delle filiere logistiche, e delle scelte per la dotazione di infrastrutture, deve passare necessariamente da un coinvolgimento pieno della categoria. In primis ancora attendiamo la convocazione da parte della Regione Toscana e del governatore Giani, del tavolo sulla legalità per il trasporto merci e sulle infrastrutture come ci era stato promesso durante la campagna elettorale”.

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