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Castelfranco, un software donato dal Rotary per individuare l’Alzheimer foto

Un dispositivo all'avanguardia ora in uso agli ambulatori medici di piazza Giusti

Quando si manifestano i primi sintomi evidenti di solito è già troppo tardi: la regressione cognitiva ha già iniziato il suo corso e non è più possibile fermarla. Eppure, se si interviene in tempo, la scienza dimostra che è possibile bloccare l’insorgere di malattie mentali come l’Alzheimer, anche semplicemente modificando le proprie abitudini e il proprio stile di vita.

Nasce da qui l’iniziativa del Rotary Club Castelfranco di Sotto – Valdarno Inferiore, che da pochi giorni ha messo a disposizione degli ambulatori medici di piazza Giusti un innovativo sistema per calcolare con largo anticipo ogni possibile campanello d’allarme. Un software che utilizza test e attività standardizzati dalla letteratura medica in materia, ma che permette al paziente di eseguire tutto in autonomia, di fronte allo schermo di un computer, per poi capire in base al punteggio ottenuto se intervenire rivolgendosi ad uno specialista. Un sistema innovativo elaborato dalla società tedesca Advanced Digital Solutions OÜ, presentato ieri sera (12 novembre) al teatro della Compagnia dalla dottoressa Cornelia Henkel e dall’ingegnere biomedico Martin Nimbach, ricercatore del dipartimento di neurologia all’Università di Bonn. Grazie ai contatti allacciati dal Rotary Club di Castelfranco, la società tedesca ha concesso il software in comodato gratuito per un anno ai medici di base di piazza Giusti, che a breve metteranno il programma a disposizione dei propri pazienti.

“Nella fase iniziale di una malattia mentale è possibile sviluppare un piano concreto per ridurre o addirittura risolvere i sintomi” ha spiegato la dottoressa Henkel, intervenendo dopo l’introduzione del presidente del club Claudio Bartali e del sindaco Gabriele Toti. “Non è facile, in assenza di sintomi, trovare la motivazione e neppure il coraggio per rivolgersi a un neurologo – ha detto Martin Nimbach -. Per questo abbiamo pensato ad un sistema che permettesse al paziente di eseguire un screening per conto proprio, attraverso una comunicazione autonoma col computer al termine della quale viene rilasciato un punteggio. Se risulta inferiore a 20 allora è consigliabile rivolgersi ad uno specialista”.

A quel punto, però, è ancora possibile intervenire per stoppare la malattia: “Le ricerche dimostrano che nonostante la regressione del cervello che avviene in vecchiaia – ha proseguito l’ingegnere – è possibile mantenere attiva la propria mente attraverso uno stile di vita sano: lo sport, anche intenso, è un aspetto fondamentale, unito ad una buona alimentazione e ad una serie di altre attività di training cognitivo. Fare attività manuali, dedicarsi al giardinaggio o suonare uno strumento musicale sono atri elementi positivi. Se ci pensiamo, del resto, il nostro cervello non è fatto per vivere fino a 100 anni, ma è programmato per funzionare bene fino a 40-45 anni, in linea con l’età media che avevamo fino a un secolo e mezzo fa. Queste malattie iniziano quindi a manifestarsi dopo quell’età, anche se i primi sintomi si osservano magari solo 20 anni dopo quando spesso è troppo tardi. Per questo lo screening preventivo è importante. Noi consigliamo ai pazienti di svolgere il test una volta l’anno”.

Un test che presto i pazienti di Castelfranco potranno svolgere in maniera del tutto gratuita. “Non ricordarsi le cose è un aspetto normale dell’invecchiamento – ha detto il medico Sauro Bimbi del centro medico Galeno di piazza Giusti – ma è difficile capire qual è il limite tra la dimenticanza fisiologica e quella patologica. Per questo è fondamentale una diagnosi precoce. Ringrazio quindi il Rotary per questa iniziativa. A breve metteremo questo strumento a disposizione dei nostri pazienti dandone comunicazione alla cittadinanza”.

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