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Reti e rastrelli per cogliere le olive, così nasce il primo olio della scuola dell’infanzia foto

Il progetto del plesso di Castelfranco di Sotto per tramandare la tradizione

Reti a terra e rastrelli in mano, i bambini della scuola dell’infanzia di piazza Garibaldi, a Castelfranco di Sotto, in questi giorni hanno raccolto le olive dagli alberi che si trovano nel giardino della scuola. Poi le maestre le hanno portate a frangere e la prima bottiglia dell’olio dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di Castelfranco di Sotto, con tanto di etichetta personalizzata, è arrivata dritta sulla scrivania del dirigente scolastico Sandro Sodini.

“Il progetto – spiega – fa parte dell’ambito dell’educazione civica. Punta alla riscoperta del territorio e delle tradizioni, che una volta venivano tramandate nelle famiglie ma che adesso i bambini vedono sempre meno”. Vivendo in Toscana, gli olivi li vedono, ma grazie a questo progetto li guardano: “Imparano a capire quando le olive sono pronte, sanno che colore hanno quando vanno raccolte, imparano a usare gli strumenti tipici della raccolta a mano. E poi vedono il colore e sentono il colore dell’olio novello. Ma non lo fanno soltanto con le olive: nell’ottica della outdoor education, i bambini sono impegnati in base alla stagione”. E così piantano, raccolgono e ora seguono la spremitura dell’olio come in qualche caso fanno ancora con i nonni. Con la stessa valenza sociale e di comunità, condividono con i compagni di classe queste esperienze all’aperto.

Non solo, imparano che gli interventi dell’uomo possono cambiare la natura e che per fare le cose ci vogliono tempo e pazienza, seguendo il sole e le stagioni, come era normale in passato e lo è sempre meno in una società che va di corsa.

“Tra i progetti futuri – rivela il dirigente – c’è anche quello del vino, di piantare una vigna in miniatura, con qualche vite. Tramite percorsi strutturati all’aperto, vorremmo ricostruire, pur in piccolissimo, la nostra realtà culturale e paesaggistica, che racconta la storia di questa società, anche in favore di quanti non hanno qui le proprie radici”, che sono fondamentali, non solo per gli alberi, perché è essendo ben piantati per terra che si può crescere forti e sani. Come accade anche a tutto ciò che i bimbi piantano nel giardino della scuola.

“Mi piace incentivare questo tipo di percorsi e ringrazio tutte le insegnanti per l’impegno che mettono in questi e negli altri progetti, perché credo che all’Infanzia in modo particolare sia importante toccare le cose e vivere all’aperto, anche per sperimentare le cose di tutti i giorni”, tipo che l’insalata non cresce al supermercato o che il pollo ha le piume.

 

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