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Interporto, anche Conad starà nel “super condominio”. Per ora resta vuoto l’ex liceo. Ecco chi saranno gli altri “inquilini”

Il futuro dell'area è un ritorno al passato, quello della logistica.

I tempi del rave abusivo nel maxi capannone abbandonato (qui la notizia) sono già un ricordo. Dal prossimo gennaio il colosso Zignago Vetro prenderà possesso del grande capannone all’interporto di San Donato di San Miniato, mentre nell’immobile di fronte alla Cromology è già arrivata Conad del Tirreno, da tempo alla ricerca di spazi per la logistica dopo aver saturato quelli di Montopoli Valdarno.

È un orizzonte che finalmente si muove quello dell’interporto. Dopo vent’anni di immobilismo, degrado e abbandono, i nuovi proprietari arrivati alle fine del 2017 sono riusciti a conferire all’area quell’appetibilità che fino ad ora non aveva mai avuto, riuscendo a dare un futuro anche all’area dell’ecomostro di fronte all’uscita della FiPiLi, di cui proprio in questi giorni è in corso la demolizione (qui).
A guidare l’operazione sono gli imprenditori fiorentini e pratesi della Kimolos Srl, società specializzata nella compravendita e locazione di immobili destinati alla logistica, che quattro anni fa si erano accaparrati per 25 milioni l’intero pacchetto della “Santa Croce 2010”, la società in fallimento alla quale facevano capo tutti gli immobili a destinazione logistica.

Dopo i lavori di urbanizzazione e riqualificazione dell’area, Kimolos è riuscita a “piazzare” sia il capannone dove un tempo erano stati stoccati i vecchi motorini delle Poste, ora preso in locazione da Conad, sia il maxi capannone da 30mila metri quadri lungo la ferrovia, reso celebre in tutta Italia dal rave abusivo del capodanno 2017. Dal prossimo gennaio l’immobile diventerà un magazzino della Zignago Holding, il colosso internazionale dei contenitori di vetro, che avrà così uno spazio di appoggio a servizio dello stabilimento produttivo di Terrafino.

La demolizione del vicino ecomostro, invece, inizialmente destinato a diventare un albergo, lascerà campo libero per la costruzione di un nuovo volume sempre a destinazione logistica, probabilmente per sopperire a un interesse che qualcuno ha già manifestato a Kimolos, come ci conferma Massimiliano Sedoni, amministratore del cosiddetto “super condominio” dell’interporto, cui fanno capo sia la parte logistica sia quella direzione dell’area.

“Sicuramente quella destinazione non era più attuabile – spiega Sedoni –. Per questo Kimolos ha chiesto e ottenuto dal Comune di San Miniato di modificare la destinazione da direzionale a logistica, forse per rispondere a un interesse che qualcuno ha già manifestato. Del resto Kimolos è abituata a muoversi sulla base di precise richieste, raccogliendo l’interesse di aziende e privati che vogliono comprare o prendere in locazione immobili, a destinazione logistica, vicini a importanti snodi di collegamento stradale”.

Novità importanti, però, si sono registrate anche sulla parte direzionale dell’interporto, quella composta dagli edifici alle spalle del distributore (per intendersi dove aveva sede anche il liceo Marconi). Nei mesi scorsi infatti, un gruppo di professionisti di zona ha acquisito all’asta buona parte dei locali della fallita Logi Immobiliare. Tra questi c’è lo stesso Sedoni, che aprirà il proprio ufficio all’interporto insieme a due commercialisti, a un architetto e a un paio di avvocati, mentre tre fondi al piano terra sono stati acquisiti dalla Lema che li utilizzerà in parte come magazzino e in parte come centro di riparazione e assistenza informatica.

A breve la parte direzionale sarà riempita al 60-70%”, aggiunge Sedoni. Tra gli immobili che resteranno vuoti c’è ovviamente l’ex liceo, su cui si attende ancora l’apertura del bando di vendita da parte della Provincia, nella speranza di recuperare almeno un po’ dei 7 milioni e passa di soldi pubblici spesi nel 2009 per l’acquisto dell’immobile. Alle spalle dell’ex liceo, poi, c’è un altro piccolo immobile fatiscente, inizialmente destinato ad uffici, sul quale Kimolos vorrebbe perseguire la stessa strada intrapresa per l’albergo.

“Il loro intento – spiega Sedoni – sarebbe di modificare la destinazione da direzionale a logistica, in modo da abbattere l’edificio e recuperare altrove una parte dei volumi”. Alla fine, insomma, l’interporto di San Donato pare finalmente destinati ad assumere i contorni del suo nome, dando corpo e futuro a un progetto su cui gli imprenditori del comprensorio non hanno mai creduto. “Adesso possiamo dire che anche l’ipotesi dello scalo ferroviario – aggiunge Sedoni – potrebbe davvero diventare una realtà nei prossimi anni”.

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