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“Saldature fatte da qualcuno che non è del mestiere” all’origine del crollo della passerella foto

"La riprogettazione è già partita ed è stata nominata una nuova direzione dei lavori". Già pronto e collaudato invece il passaggio sull'Antifosso

“Saldature di errata tipologia e malfatte, anche alla vista”. E’ questo, in mezzo a tutti i numerosi dati tecnici emersi dalle analisi di questi mesi, il nodo della spiegazione di quanto avvenuto la sera del 16 febbraio scorso, quando la passerella sul canale Collettore a Ponticelli di Santa Maria a Monte si adagiò di colpo sul letto del fiume (qui la notizia).

I risultati della perizia di parte sono stati presentati ieri sera, 1 dicembre, nel corso di un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato la sindaca Ilaria Parrella, il segretario comunale Paolo Di Carlo, l’avvocato del comune Francesco Barchielli, il consulente tecnico di parte Loriano Cecconi e Maurizio Iannotta, dell’ufficio lavori pubblici.

A saltare agli occhi, fin da subito, erano state le saldature della struttura. Vizi che stando a quanto ha detto il consulente Cecconi sono stati ben visibili fin dall’inizio delle perizie. “Abbiamo – racconta il consulente di parte – subito cominciato gli incontri sul posto a pochi giorni dal fatto. La prima cosa da fare era sollevare la parte crollata per mettere in sicurezza il sito anche nell’eventualità di piogge intense. Con molta difficoltà è stata tirata su a pezzi. Una volta sul piazzale, in accordo fra il Ctu e i periti di parte sono stati presi dei campioni dai tubolari. Già dalla prima visione era chiaro che il problema fossero le saldature, che si erano strappate. Il laboratorio di Modena che ha effettuato le analisi ha poi confermato: saldature errate per la tipologia che è stata scelta, saldature non a completa penetrazione ma a cordone d’angolo ed anche malfatte. Sono risultate porose e di sezione insufficiente, fatte da qualcuno che non è del mestiere. In certi tratti non era stato ben fuso nemmeno il materiale di base per la saldatura”.

Di qui l’avvio del procedimento legale, che ancora non si è trasformato in una vera e propria causa. “La questione – ha spiegato l’avvocato – ha proceduto in tempistiche non comuni per pratiche del genere, questo ha permesso di arrivare in breve tempo al punto in cui siamo. Con la richiesta di accertamento tecnico preventivo, chiesta dal Comune, siamo in pratica in una fase di pre causa, ma con tutti gli accertamenti fatti sia da parte del Consulente Tecnico d’Ufficio che da parte del nostro tecnico di parte. La situazione emersa è in realtà molto chiara a tutti e riguarda delle saldature fatte non a regola d’arte. Al momento siamo a definire la quantificazione del danno, a partire da una richiesta che come Comune abbiamo già fatto, comprensiva di costi di riprogettazione, direzione dei lavori, anticipi all’impresa, costi legali, costi di consulenza, bolli ed anche i soldi con i quali la Regione Toscana aveva finanziato l’opera e che, mesi fa, ha chiesto indietro al comune”.

In pratica, in questa fase, le varie parti in causa e le rispettive assicurazioni devono trovare un accordo su “chi” paga e “quanto”, nell’eventuale distribuzione delle responsabilità. La cosa può sfociare in una causa vera e propria, con tempistiche che si allungano, o chiudersi più velocemente. Sul tavolo una fotografia dello stato dell’arte che “nessuno ha ancora contestato”, ha precisato l’avvocato Barchielli. Nel contenzioso, lo ricordiamo, sono finite le due aziende coinvolte nei lavori, il direttore dei lavori e quello operativo e le assicurazioni.

REAZIONI POLITICHE

Presenti in sala anche vari esponenti dell’Opposizione, che hanno chiesto conto delle modifiche a suo tempo fatte al progetto in corso d’opera. “Ci sono troppe cose che non sono chiare e anche delle responsabilità politiche, quando avvengono cose del genere – per la consigliera Democratica Patrizia Faraoni, presente con i consiglieri dem Francesco Petri e Manola Diomelli -. A cominciare dal perché ad un certo punto si decise di modificare il primo progetto”. Motivazioni addotte dal responsabile dell’ufficio lavori pubblici Iannotta: “A fare la differenza sono state le normative regionali sui cantieri, entrate in vigore dopo lo scoppio della pandemia, che avrebbero comunque costretto ad una variazione – ha spiegato Iannotta –. A quel punto è stata presentata l’opportunità di cambiare anche il progetto, per un ponte che non fosse più a 5 conci (pezzi, ndr) ma 3. Ipotesi che in realtà, almeno sulla carta, aumentava l’affidabilità della struttura e garantiva una più agevole manutenzione”.

“Se si vogliono trovare responsabilità anche dove non ci sono è un discorso a parte – ha voluto precisare la sindaca Parrella – ma la verità è che il Comune in questa storia è parte lesa, non potevamo prevedere che finisse così e non è responsabilità nostra”.

LA NUOVA PASSERELLA E QUELLA DELLA COOP

Di qui anche il tema delle tempistiche per una riapertura del cantiere. “Contiamo di chiudere definitivamente i nostri rapporti con le ditte coinvolte in questa storia a breve. Il contratto è stato già rotto – ha specificato la prima cittadina –. A quel punto sarà possibile aprire il cantiere che ad oggi occupa gran parte del parcheggio adiacente all’Antifosso. Difficile però dire quanto ci vorrà per l’avvio del nuovo progetto. La riprogettazione della passerella è già partita ed è stata nominata una nuova direzione dei lavori, ma siamo in balìa di tempi tecnici e burocrazie che non dipendono solo da noi. Ce la metteremo tutta per ripartire il prima possibile”.

Decisamente più brevi, invece, i tempi per l’inaugurazione dell’altra passerella, quella sul canale Antifosso che è stata completamente pagata dall’Unicoop Firenze (di fronte alla pasticceria). L’opera, praticamente finita ma ancora cantierata, è stata già collaudata e attende solo l’ultimo via libera dagli uffici. Probabile che l’inaugurazione avvenga entro la fine di gennaio.

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