In piazza Mainardi un’opera dedicata ai deportati di Torre nei campi nazisti

Cinque soldati sono tornati nella frazione di Fucecchio per raccontare la terribile esperienza: domenica (13 febbraio) il taglio del nastro

Un’opera dedicata ai cinque soldati della frazione di Torre che fecero ritorno a casa dopo la prigionia nei campi di sterminio nazisti.

È quella che sarà inaugurata domenica (13 febbraio) in piazza Don Giuseppe Mainardi e nata dall’incontro tra il presidente della Pro Loco di Torre, Roberto Pellegrini, figlio di un deportato nei campi di concentramento nazisti, e i ragazzi del gruppo #fucecchioèlibera, da anni attivi sui temi della memoria storica. La cerimonia, inizialmente in programma domenica 23 gennaio ma poi rinviata per sopraggiunti problemi che hanno riguardato gli organizzatori, si terrà alle 11 e vedrà la presenza del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, della giunta comunale, del presidente della Pro Loco di Torre Roberto Pellegrini e dei ragazzi di #fucecchioèlibera.

monumento ai reduci della deportazione di Torre Fucecchio

Un’idea nata dopo che Roberto Pellegrini ha raccontato ai ragazzi la storia di suo padre Gino e dei sette lunghi anni trascorsi lontano dalla famiglia, tra guerra e prigionia fino alla fuga dal lager nazista e il ritorno a casa insieme ad altri quattro soldati della frazione di Torre: il fratello Bruno Pellegrini, Lido Boschi, Emilio Cioni e Gino Corsagni. Il racconto di questa toccante vicenda, che Pellegrini ha descritto nel libro Attimi terribilmente interminabili (edizioni Dell’Erba), ha suscitato nei ragazzi di #fucecchioèlibera il desiderio di rendere omaggio alla sofferenza di queste persone e, allo stesso tempo, di rendere tangibile il desiderio di riconciliazione col popolo tedesco che, con alcuni cittadini, aiutò quei giovani soldati a fuggire e a far ritorno in Italia. Da qui l’idea e la realizzazione di un bozzetto, poi sottoposto all’attenzione del giovane artista fucecchiese Edoardo Melani, che all’interno del proprio laboratorio ha realizzato un’installazione in corten con un filo spinato che si trasforma in una rosa e due persone, una in piedi e l’altra che si sta rialzando, mentre si danno la mano. Un’opera che adesso permetterà all’intera comunità di Torre e di Fucecchio di ricordare e rendere omaggio a quei cinque coraggiosi soldati.

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