Europa Verde a Giani: “No alla base militare a Coltano, non si tocchi la riserva naturale”

Una lettera aperta al presidente della Regione Toscana

“Sì alla tutela del territorio, no alla nuova base militare a Coltano”. E’ quanto chiede Europa Verde Verdi Toscana in una lettera aperta al presidente della Regione, Eugenio Giani, in merito al progetto che riguarda un’area del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

“Sono ormai confermate – si legge – le notizie di un intervento di progettazione per l’insediamento di una nuova base a Coltano, all’interno del Parco, già area MaB (Man and the Biosphere) dell’Unesco. La notizia ci trova profondamente sconcertati per una moltitudine di contraddizioni in essere che tradiscono ormai la sempre più preoccupante assenza di una politica del territorio su base nazionale. Al di là degli slogan e delle etichette la transizione ecologica rischia di rimanere sulla carta se addirittura il piano nazionale di ripresa e resilienza riesce ad includere tra gli interventi anche misure volte a sottrarre terreni alla biodiversità, e nella fattispecie anche all’agricoltura, per destinarli alla costruzione di insediamenti militari. Di rinascita e resilienza infatti non si trova traccia né nell’obiettivo né nel luogo dove si vorrebbe intervenire, per non parlare del fatto che questo progetto rappresenta una gravissima infrazione alla stessa Costituzione italiana, che all’articolo 9 e 41 tutela il paesaggio, l’ambiente e la biodiversità, elementi dai quali dipende la stessa sopravvivenza della specie umana. Inoltre, nel 2004 il Parco è stato riconosciuto dall’Unesco (sezione dell’Onu per l’educazione, la scienza e la cultura) quale riserva della biosfera, col nome di selva pisana. Questa riserva, parte del programma mondiale MaB, coincideva esattamente con i confini del Parco regionale”.

“Sono passati appena 6 anni da quanto, in occasione del quarto Congresso mondiale del programma MaB a Lima in Perù, l’Unesco ha premiato il Parco – si aggiunge -, che allo scadere dei 10 anni (durata del riconoscimento dell’area) non solo ha voluto riconfermare la permanenza nella lista di queste pregiate aree a livello mondiale ma ha rilanciato raddoppiando la superficie ed includendo il complesso dei Monti pisani (nei loro due versanti pisano e lucchese) e del territorio agroforestale di Collesalvetti. Nasceva così la nuova riserva della biosfera Selve costiere di Toscana che, cosa del tutto non scontata, estendeva la propria superficie oltre ad estesi territori dei comuni di Pisa e Viareggio vedeva l’ingresso dei comuni di San Giuliano Terme, Vecchiano e Massarosa con tutto il loro territorio comunale dentro i confini della nuova Riserva, per travalicare i confini dello stesso Parco includendo anche Lucca e Capannori, con la loro porzione di Monti Pisani, Calci, e Collesalvetti”.

“Sul sito del Parco – va avanti la lettera – si legge con un certo slancio d’orgoglio, che non possiamo che condividere, come il nome della nuova Riserva selve costiere di Toscana, risulta particolarmente azzeccato per la sua capacità di descrivere il territorio nella sua interezza, ma anche per rappresentarlo a livello internazionale con incredibile efficacia comunicativa, evocando la foresta, la costa e il potente brand toscana”.

“Se a questo – prosegue la lettera aperta – si aggiungono le sirene d’allarme che da più parti invocano interventi volti al recupero di aree agricole per garantire al territorio nazionale una minor dipendenza dalle importazioni di generi alimentari risulta ancor più paradossale la programmazione di interventi che sottrarrebbero ben 70 ettari di aree agricole già in produzione. Perché bisogna ricordare che il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è un Parco in cui l’agricoltura è parte integrante del territorio, in essa convivono, si sperimentano e si adottano sistemi di coltivazione compatibili con le aree di interesse comunitario che in essa sono presenti. Agricolture a bassa intensità di input energetici e di fertilizzanti di cui, proprio in questo periodo si percepisce la grande fragilità del sistema Italia, sono sistemi che dovrebbero essere estesi su tutto il territorio nazionale tanto che vero paradosso di questa vicenda è che dovrebbe essere il modello del Parco di San Rossore ad essere esteso nelle aree limitrofe regionali e non solo, e non essere esposto a fenomeni di erosione con interventi che stanno fuori da tutte le logiche di cui i documenti nazionali relativi alla Transizione Ecologica sono carichi e che rischiano di rimanere sempre più parole vuote. Come Europa Verde esprimiamo il nostro fortissimo dissenso su questa operazione e chiediamo all’Amministrazione Regionale, al Presidente Giani e al Consiglio Regionale, di prendere una posizione chiara e netta, ribadendo e rilanciando quella già espressa dall’Ente Parco, affinché, nella nostra Regione, siano fatte salve le prerogative di tutela e valorizzazione del territorio e del paesaggio in chiave ecologica. Ci impegniamo a raccordarci e a coordinarci con tutte quelle realtà politiche e associative che non si riconoscono in questo modello di sviluppo e di utilizzo delle risorse pubbliche, affinché si possa formare una coscienza pubblica a supporto delle scelte che veramente possono essere orientate alla rinascita e alla resilienza del nostro territorio regionale”.

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