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Il gusto delle Terre di Pisa al Cibus Parma 2022 foto

Otto imprese con la Camera di Commercio di Pisa per rilanciare il binomio cibo e turismo

Si sono appena spenti i riflettori sui vini pisani protagonisti al Vinitaly 2022 e già il focus si sposta sulle eccellenze agroalimentari delle “Terre di Pisa” per l’occasione declinate anche come “Terre del Gusto”. Per la ripartenza sono otto le imprese di settore che, con la Camera di Commercio di Pisa, hanno partecipato a Cibus Parma 2022 edizione numero ventuno: il salone internazionale dell’alimentazione tornato alle sue date storiche e che si è svolto dal 3 al 6 maggio nell’ambito di Fiere di Parma.

Lo scenario dello stand collettivo dell’ente camerale pisano, nella declinazione “Terre di Pisa – Terre del Gusto”, ha riproposto l’unione strategica tra cibo, gusto, qualità e offerta turistica, nella consapevolezza ormai diffusa che il patrimonio enogastronomico sia elemento cardine del paesaggio culturale italiano ed il cibo l’occasione più immediata di approccio ad un luogo, in quanto frutto della sua storia socioeconomica, della sua cultura, delle sue tradizioni, delle sue risorse ambientali. Tutto quanto il viaggiatore contemporaneo vuole sperimentare in modo completo e autentico.

Di indubbio pregio la proposta delle aziende pisane agli oltre 60.000 visitatori provenienti da tutto il mondo: dalle salse fresche alle confetture, dal cioccolato, i dolciumi, i cantuccini e agli altri prodotti da forno, dai liquori ai cereali, ai legumi e alle altre produzioni tipiche della Toscana che hanno impreziosito un’edizione popolosa e soprattutto “vissuta” perché, per quanto in questi ultmi due anni la tecnologia ci sia venuta in soccorso, il buon cibo ha comunque bisogno dell’esperienza diretta dei sensi per essere conosciuto, apprezzato e goduto.

Il  Presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini ha commentato: “A livello generale c’erano stati chiari segnali di ripartenza con un 2021 all’insegna della crescita assoluta di consumo dei prodotti agroalimentari italiani con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente e un export nazionale che aveva raggiunto i 52 miliardi di euro. Risultati più che incoraggianti – prosegue Tamburini – considerando le difficoltà dell’emergenza sanitaria e un lockdown pressoché globale. Purtroppo, l’aumento dei prezzi di alcune materie prime e dei costi energetici e successivamente gli effetti del conflitto in corso, stanno condizionando nuovamente un comparto strategico anche per la nostra provincia. Per questo motivo – conclude Tamburini- stiamo concentrando i nostri impegni nel sostegno alle imprese nel confronto sui mercati internazionali e rilanciamo con decisione il connubio tra buon cibo e territorio, valore indiscusso sul mercato della enogastronomia di alta qualità”

 

 

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