La Consulta: “Così Montopoli muore: si faccia un’assemblea pubblica per far partire i lavori promessi”

Il gruppo di cittadini risponde al sindaco: "Non si può dare la colpa alla pandemia, noi siamo pronti a collaborare"

“I lavori, gli interventi, i progetti non hanno avuto riscontro nella realtà, non c’è stata una data di inizio e di fine. Non crediamo sia giusto addebitare tutto quanto alla pandemia o alla guerra di questi ultimi tre mesi”. Così la Consulta di Montopoli risponde al sindaco, del quale riconosce di aver ammesso in parte che la macchina operativa dell’amministrazione ha subito, ultimamente, un rallentamento. Partendo da questo punto, i cittadini chiedono la convocazione di una Consulta pubblica per decidere i progetti per il futuro.

“Abbiamo letto – spiegano dalla Consulta – con la dovuta attenzione la tua risposta, del resto l’attenzione e la volontà di essere aggiornati e di informarti sulle problematiche che sistematicamente abbiamo rilevato, crediamo che siano stati gli elementi caratterizzanti la Consulta di Montopoli. Ci fa piacere constatare che anche tu come noi rilevi un notevole rallentamento nell’attività dell’Ente. Ci spiace invece prendere atto dell’opinione che hai di noi cittadini, laddove parli di ‘persone che non sono informate o che non tengono minimamente conto di tutto ciò che è accaduto’. Il periodo della pandemia l’abbiamo vissuto purtroppo anche noi, e spesso insieme all’amministrazione”.

“Diversi – ricordano i membri della Consulta – sono stati gli incontri ed i contatti che abbiamo avuto in quel periodo, in presenza quando possibile, o spesso da remoto, ed abbiamo sempre apprezzato gli sforzi da parte dell’Ente nel dare risposte alle esigenze della popolazione e delle famiglie in difficoltà. Questo però non ha impedito a noi di avanzare proposte, osservazioni, progetti, e non ha impedito neppure all’amministrazione stessa di programmare interventi. Purtroppo i lavori, gli interventi i progetti non hanno avuto riscontro nella realtà, non c’è stata una data di inizio e di fine lavori. Non crediamo sia giusto addebitare tutto quanto alla pandemia o alla guerra di questi ultimi tre mesi, se così fosse, volgendo lo sguardo ai comuni limitrofi dovremmo trovare la stessa realtà, ma non ci sembra sia la stessa. Leggiamo quotidianamente di progetti, finanziamenti, realizzazione di opere di interesse pubblico. Che cosa è che non ha funzionato da noi? Perché il settore dei lavori pubblici vive in questa situazione di stallo?”.

“Le nostre osservazioni, credici – spiegano i cittadini -, sono mosse non da uno spirito polemico, o da fini politici, ma dall’esigenza quotidiana di dare risposte ad un Paese che lentamente muore e che invece potrebbe avere potenzialità di sviluppo e recupero notevoli. Raccogliamo infine ben volentieri il tuo invito ad un atteggiamento collaborativo, che abbiamo tra l’altro sempre avuto, e proprio in quest’ottica proponiamo la convocazione di una Consulta pubblica dove poter finalmente scrivere la data di inizio e fine di ogni opera da realizzare”.

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