Un cittadino: “Dalle strade pericolose ai monumenti maltenuti, Montopoli può voltare pagina”

Dopo il confronto tra consulta e sindaco dei giorni scorsi, continuano le polemiche sulle diverse situazioni critiche rilevate dai cittadini del Comune di Montopoli

Dopo il confronto tra consulta e sindaco dei giorni scorsi, continuano le polemiche sulle diverse situazioni critiche rilevate dai cittadini del Comune di Montopoli. 

E c’è chi, come Gianfranco Geri, ha scritto direttamente al primo cittadino, protocollando una lettera: “L’amministrazione può trovare qualunque scusa per rimandare le grandi opere che ha già programmato, se, assumendosi tutte le responsabilità, decide che non ci sia più urgenza (frana di Costalbagno, sottofossi, ecc). Può anche dire di non aver pronti i progetti per vincere i bandi gratuiti che scendono a pioggia dalla Regione, ma non può negare le urgenze da noi poste per risolverle proprio con quei progetti, di cui, se non pronti, sfugge la gratuità e la realizzazione. E’ strano, però, che gli altri Comuni progettino con grande facilità arricchendosi sempre di più”.

“L’amministrazione – prosegue – può anche pensare che il turismo arrivi da sé, senza dover far nulla, ma è assai molto difficile. In ogni luogo il lavoro di squadra ha fatto rinascere luoghi e città storiche, come Civita di Bagnoregio, la città che muore, che ad oggi è più viva di Montopoli: a farla rinascere – commenta – è stato proprio il suo sindaco, che si è arrotolato le maniche ed ha fatto e fatto fare. Il Comune può pensare che tutto quello che vi è stato detto, propinato, steso su un tappeto, siano tutte chiacchiere, e non capisce che chi vuol bene al suo paese non può stare zitto, deve farsi avanti, informare, stimolare, dare aiuto. L’amministrazione può anche pensare che tutto il popolo sia un nulla e che chi si fa avanti sia un burattino, mentre non si rende conto di essere assente e arroccata nel suo palazzo, incurante di quel che le accade intorno, pensa che giocando come i bambini, con un po’ di musica per strada, possa far ripartire il Paese e non vede che esso è azzerato, senza stimoli e senza futuro se non viene sbloccato, sempre più case vuote, sempre meno negozi, nessun’altra attività. Per strada – continua Geri – solo vecchi seduti tutto il giorno a chiacchierare, macchine che corrono senza mai fermarsi, e gli amministratori, che quando escono dal portone fanno finta di rispondere al cellulare per non vedere e per non essere disturbati”.

“L’amministrazione – continua il nostro lettore –  può trovare qualunque scusa per non fare quel che deve in termini di accrescimento e sviluppo, ne trarrà le conseguenze al seggio elettorale, ma quando i problemi insistono ogni giorno sul cittadino e la sua sicurezza, allora dovrebbe assolutamente far suoi quei disagi perché essa, essendone stata informata in ogni modo tante e tante volte, può risolverli in quattro e quattrotto, se vuole, senza dover aspettare la fine della guerra. Il Comune – dice Geri – non può e non deve permettersi che i suoi cittadini rischino la vita ogni giorno, trovandosi davanti a Burroni non protetti (inizio delle vie Masoria e Gora), incontrando mezzi che vanno contromano per sfuggire al frascame che penzola lungo la via, e a forte velocità, per la mancanza assoluta del limite di velocità (sempre via Masoria). Qui i mezzi si fronteggiano sul colmo di una cunetta e di una ripidissima salita, senza spazio laterale perché proprio lì la strada, già di suo tutta stretta e senza possibilità di scambio, si restringe ancor di più (via Inferno). In via Napraia, invece, si è voluto lasciare il doppio senso di circolazione proprio nel tratto più tortuoso e stretto, con lo sbocco sulla via Bulignano trafficatissima ad ogni ora e dove si è costretti a scendere a marcia indietro e senza visuale, quando si incrociano altri mezzi che scendono da via Napraia“.

“Il Comune – continua – non può permettere che i suoi regolamenti vengano disattesi dai più senza che chi è preposto a controllare si faccia vedere e/o sentire, solo pochi cittadini sono ligi all’osservanza, coscienti della loro importanza. Vorrei fosse accertato che il Comando di Polizia sappia che tocca a loro controllare il rispetto dei regolamenti di Polizia rurale e del verde, riguardanti ogni frontestrada sulle vie comunali e vicinali d’uso pubblico, dove sono interessati ogni fossa, ogni ciglio ed anche le mura dei Sottofossi, dove tra i mattoni sono cresciute folte foreste indecenti che mettono a rischio la stabilità delle stesse mura storiche e che il Comune dovrebbe invece imporre di tutelare. Le Mura di cinta del Borgo – prosegue Geri – devono essere ben conservate dai loro proprietari, come se fossero una facciata del loro palazzo, quella posteriore che regge il loro terreno e la loro casa, ma anche tutto il resto del Paese che vi insiste.
Anche il Comune stesso deve mantenere bene ed ugualmente puliti i suoi monumenti (Arco e Torre di Castruccio, Rocca, Torre di s.Matteo, frontestrada su via Vallelunga, ecc.) dove c’è di tutto di più, tranne la pulizia. Signor sindaco – conclude – lei si ricorderà il mio riferimento a Civita di Bagnoregio del 26 settembre del 2020, cosa è cambiato da allora? Ha ancora tempo per far fare qualcosa di valido per questo Paese, lo faccia, prima che finisca il suo mandato”. 

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