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Torna in presenza il Palio dei Barchini con le Ruote di Castelfranco di Sotto foto

Dalla cena medievale di stasera alla gara di domenica 29 maggio una settimana di eventi a braccetto con la tradizione. Entro giugno le prove di pace con la contrada ribelle di San Michele

L’appuntamento per provare a ricucire è fissato “entro la metà di giugno”, quando l’associazione Palio chiamerà all’appello tutte e quattro contrade e soprattutto San Michele, “per un chiarimento in sede di Comitato e per capire quali sono le loro esigenze”. A dirlo è lo stesso presidente dell’Associazione Palio Paolo Nuti, durante la presentazione del 36esimo Palio dei barchini che si correrà a Castelfranco di Sotto la prossima domenica, 29 maggio.

Un Palio a tre com’è noto, per la scelta della contrada San Michele di non accordare il mandato all’Associazione Palio, come forma di protesta contro un sistema organizzativo che i gialloneri chiedono da tempo di rivedere. Una posizione che lascia aperto un grosso punto interrogativo sul futuro della manifestazione, anche se intanto c’è da pensare al Palio che si disputerà fra sette giorni. “Sarà un Palio zoppo? – risponde Nuti – No, perché le altre tre contrade hanno lavorato alla grande per migliorarsi in tutto”. Dunque spazio ad un’edizione che a prescindere da San Michele riporterà a Castelfranco un Palio come si deve, dopo lo stop del 2020 e l’edizione a porte chiuse dell’ottobre 2021. “Il Palio di quest’anno avrà un sapore particolare – ha sottolineato infatti il sindaco Gabriele Toti – perché torniamo a viverlo come lo conosciamo. Mi auguro che questa edizione possa servire a superare le divisioni che ci sono state, affinché il prossimo palio possa essere corso fra quattro contrade”.

Gli appuntamenti della settimana

Il programma della manifestazione inizia questa sera (21 maggio) con la cena medievale in piazza XX Settembre, mentre lunedì, martedì e mercoledì appuntamento dalle 20 con le prove libere dei barchini sul circuito di piazza Garibaldi. Giovedì 26, dalle 19 alle 23, controlli tecnici ai barchini all’Orto di San Matteo, mentre venerdì 27 appuntamento dalle 20,30 con la messa in Collegiata, seguita dalla benedizione dei barchini e dalla presentazione dei rematori. Sabato 28 verifiche tecniche dei barchini al mattino e ultime prove libere nel pomeriggio. Domenica 29, infine, la tradizionale sfilata storica a partire dalle 10, dove ogni contrada tornerà finalmente ad allestire un proprio tema. Il pomeriggio di piazza Garibaldi, invece, si apre alle 15 con le qualifiche seguite da Mini palio, Palio rosa e Palio. “Tra le qualifiche e la corsa del Mini palio – annuncia Nuti – ci sarà la sfilata di una rappresentanza del Carnevale di Santa Croce con il quale abbiamo avviato una collaborazione”.

I temi della sfilata storica

Ad aprire la sfilata della prossima domenica saranno ovviamente i rossoblù di San Bartolomeo a Paterno, campioni in carica della passata edizione, che in caso di ulteriore vittoria (dopo quelle del 2019 e 2021) porterebbero definitivamente nella sede di via Fratelli Rosselli il cencio dell’artista Samanta Casagli messo in palio dall’edizione 2018. “Il cinema a Castelfranco nei ruggenti anni ‘20” s’intitola la sfilata che i rossoblù porteranno in scena la prossima domenica, con la rievocazione del primo cinema inaugurato nella vecchia via San Jacopo (oggi via Dante). “Sarà un tema storico ma anche divertente da vedere – ha annunciato la presidente Silvia Valori che per l’occasione prenderà parte alla sfilata – È una promessa che avevo fatto ai miei responsabili della sfilata – spiega – in quello che sarà il mio ultimo Palio da presidente. Gli equipaggi che monteranno sui barchini sono carichi e hanno la nostra piena fiducia”.

A seguire i verdearancio di San Martino in Catiana (ultima vittoria nel 2018) con la sfilata dal titolo La rivolta del pane, dedicata alle proteste che interessarono anche la comunità castelfranchese nel 1898. Un tema sviluppato a partire da una delibera della giunta comunale di quell’anno scovata dei verdearancio nell’archivio storico del Comune. “È una sfilata che avevamo pensato prima della pandemia – dice il presidente Tiziano Salvadori – ma che mai come adesso trova attinenza con quello che sta accadendo nel mondo. Devo ringraziare tutti i contradaioli per l’impegno e soprattutto i giovani che proprio da quest’anno hanno preso in mano la sfilata. Per quanto riguarda i barchini siamo sempre stati in lotta per vincere e lo saremo anche quest’anno”.

È un grande classico, invece, a caratterizzare la sfilata di San Pietro a Vigesimo (ultimo trionfo datato 2011), con “La festa dei tendoni nel 1927”, dedicata ai tradizionali tendoni a scacchi bianchi e azzurri che venivano montati nelle strade del paese per il Corpus Domini. “È una tradizione nata nel Settecento e proseguita fino al secolo scorso – ricorda la presidente Kety Toni – Noi abbiamo scelto di ambientarla nel 1927 quando i tendoni furono montati per la visita a Castelfranco del cardinale Luigi Capotosti. Quest’anno abbiamo potuto contare sul ritorno di persone cha hanno fatto la storia della contrada e che si sono rese disponibili a darci una mano. Per quel che riguarda le corse dico alle altre contrade di guardarsi alle spalle e ai fianchi, perché noi saremo lì”.

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