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Agricoltura, al via il bando per la progettazione di opere irrigue

Un milione e 200 mila euro stanziati dai fondi di coesione europei e nazionale per finanziare i progetti degli enti

Dal 26 maggio e fino al 20 giugno i consorzi di bonifica della Toscana potranno presentare domanda per partecipare al bando emanato dalla regione che consente di accedere a finanziamenti erogati a sostegno della progettazione di opere irrigue.

Grazie alla progettazione avanzata che sarà possibile elaborare con i fondi del bando (1 milione e 200mila la dotazione complessiva), gli enti irrigui saranno nella condizione di accedere ai finanziamenti messi a disposizione dai fondi di coesione europei o nazionali (legge regionale 54 del 2021). Si tratta di un contributo che la Regione anticipa agli enti irrigui, che potranno recuperare e rimborsare i fondi al bilancio regionale qualora fosse finanziata l’esecuzione dell’intervento progettato.

“Sappiamo bene – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – quanto siano onerose le spese che sostengono una progettazione avanzata, l’unica che però permette di accedere ai finanziamenti nazionali o europei per realizzare le opere. E siccome vogliamo che gli enti in grado di realizzarle, in questo caso i consorzi di bonifica, dotino il nostro territorio di infrastrutture irrigue sempre più efficienti, ci auguriamo che il bando possa dare risposta al più alto numero possibile di domande”.

Saranno ammesse a finanziamento le domande relative a progetti stanti a un livello di progettazione di fattibilità tecnico economica, approvata in linea tecnica, corredati di una stima dei costi di progettazione per i quali si prevede di raggiungere il livello esecutivo di progettazione degli interventi o un livello tale da consentire l’appalto delle opere in progetto.

Sono ammissibili le seguenti voci di spesa: le spese connesse alle attività di progettazione affidate a strutture esterne, le spese tecniche di progettazione, studi ed analisi, rilievi, direzione lavori, collaudi, perizie e consulenze tecniche e professionali, incluse quelle realizzate in economia con personale o maestranze dell’ente richiedente il contributo, purché le stesse siano strettamente legate all’intervento e siano previste nel quadro economico; le spese, laddove necessarie, per la verifica e la validazione del progetto; l’imposta sul valore aggiunto (IVA), nonché ogni altro tributo o onere fiscale, previdenziale o assicurativo attinente alla realizzazione dell’intervento, purché non deducibili fiscalmente.

Sono ammissibili le spese sostenute entro la data di presentazione della domanda di pagamento a saldo del contributo, nonché le spese sostenute nei 12 mesi precedenti alla presentazione della domanda di finanziamento, purché siano collegate in maniera inequivocabile ai progetti per i quali si chiede il contributo.

Il contributo prevede la copertura delle spese di progettazione di interventi finanziabili con fondi di coesione europei o nazionali, nonché, le missioni e le componenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) da realizzarsi sul territorio toscano. Un beneficiario può presentare più di una domanda: l’importo massimo complessivo concedibile per beneficiario è pari a 400 mila euro.

 

 

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