“L’assenza di una contrada e i due anni di pandemia si sono fatti sentire”, ma è positivo il bilancio del Palio dei barchini

Il presidente Nuti: "San Michele sarà invitata verso la metà di giugno al comitato insieme alle altre contrade e spero capiscano l’importanza di esserci"

Certi “vuoti” in piazza Garibaldi a Castelfranco di Sotto si sono fatti notare, con una partecipazione di pubblico forse più bassa rispetto alle ultime edizioni prima della pandemia, ma al tempo stesso anche con tanti ragazzi e adolescenti tornati ad affollare le contrade. Uno ‘sbilanciamento’ verso i più giovani che probabilmente è la nota più positiva di questa insolita edizione a tre, preceduta da 8 mesi di polemiche a distanza con San Michele e dalla decisione dei gialloneri di non partecipare alla manifestazione. A poco più di 24 ore dalla chiusura del 36esimo Palio dei barchini, vinto da San Martino, il presidente dell’Associazione Palio Paolo Nuti parla di un bilancio “nel complesso positivo”, intervenendo per ringraziare l’amministrazione comunale e le tre contrade che hanno partecipato.

“Ci tengo innanzitutto a ringraziare l’amministrazione di Castelfranco e il sindaco Gabriele Toti – dice Nuti – per il sostegno e il supporto tecnico ed economico che hanno fornito all’organizzazione. Un grazie va però anche alle contrade, per tutto il lavoro che hanno svolto durante l’anno e per come si sono comportante in questi giorni, regalando al paese una competizione serena e senza recriminazioni. Anche la novità del Var introdotta lo scorso anno secondo me si è confermata positivamente: i giudici si sono soffermati a lungo sui filmati senza tralasciare niente. Se fatta da persone serie è un aspetto che funziona”.

Ad ogni modo la partecipazione di pubblico è sembrata più scarsa del solito, sia alla sfilata del mattino che alle corse del pomeriggio, anche se bisogna dire che in tanti sono arrivanti in piazza ampiamente dopo le 18, se non addirittura alle 19, per assistere alla sola corsa del palio. “Oltre all’assenza di una contrada si sono fatti sentire i due anni di pandemia – afferma Nuti – anche se l’aspetto più positivo è stata la preponderanza dei giovani, sempre più numerosi nelle contrade a fianco dei più anziani. A mancare è più che altro la fascia intermedia, quella formata da 40enni e 50enni. Su questo aspetto dovranno lavorare le contrade, cercando di riavvicinarli alla manifestazione attraverso il coinvolgimento dei figli”.

Resta il fatto, tuttavia, che vedere solo tre barchini alla partenza è un colpo al cuore per chi ama il palio, specie in una realtà dove le contrade sono solo quattro ed esistono da sempre e comunque, a prescindere dall’esistenza o meno del palio. Tenere fuori una contrada, di fatto, equivale ad escludere un quarto di Castelfranco dalla sua manifestazione più importante. “San Michele sarà invitata verso la metà di giugno al comitato insieme alle altre contrade – risponde Nuti – e spero capiscano l’importanza di esserci. Se in quella sede San Michele porterà delle novità e delle proposte che piacciono alle altre contrade, l’Associazione Palio non potrà che prenderne atto. Perché noi non siamo i padroni del palio, ma lo organizziamo su mandato delle contrade”.

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