Le due corse l’anno non piacciono al Cda del Palio, ma la notizia non è infondata

Il parere dell'Associazione in un post Facebook

L’associazione Palio delle Contrade città di Fucecchio non è mai stata citata in tutto l’articolo. Spiace dover precisare qualcosa che è palese a chiunque abbia letto il pezzo pubblicato ieri 3 giugno sulla possibilità delle due corse l’anno (questo).

Ma, per non alimentare discussioni inutili, è necessario. Anche se è strano dover rispondere a un post Facebook, ma tant’è e lo facciamo. Il post sulla pagina Facebook del Palio di Fucecchio è scorretto per un problema di metodo (nessuno della redazione è stato contattato per una smentita o un chiarimento) e anche di merito, visto che il post inizia definendo “totalmente infondata” la notizia, con un evidente danno all’immagine e alla reputazione del giornale che valuteremo se difendere nelle opportune sedi.

A questo punto, è necessario spiegare anche che non è scritto da nessuna parte che l’argomento sia stato all’ordine del giorno nelle riunioni dell’Associazione, ma solo di alcune Contrade, nelle quali è in corso la discussione riguardo a questa eventualità, anche se remota. Una discussione, tra favorevoli e contrari, che c’è. Non solo come rumors tra i contradaioli ma che è finita all’ordine del giorno di alcune contrade.

Almeno fino a ora, data la posizione netta del Cda che evidentemente non ha intenzione di organizzare la seconda corsa e che ha scelto un modo bizzarro di farlo sapere a Contrade e contradaioli.

“Fucecchio si interroga” è la notizia di un dibattito in corso, di un tema caro ai fucecchiesi sul quale i fucecchiesi si interrogano appunto. E questo noi abbiamo riportato. Magari il Cda preferisce non se ne parli avendo già scartato l’ipotesi. O magari non ne è al corrente: dispiacerebbe constatare che i vertici dell’associazione della principale manifestazione della città non siano a conoscenza di dibattiti, giusti o sbagliati che siano, nelle Contrade, che sono l’anima e il cuore dell’evento.

Ci sarebbe piaciuto essere contattati da qualcuno e avremmo ascoltato e riportato volentieri la sua versione. Restiamo con il dubbio, proprio come dubitativo era il nostro articolo. Certo è, invece, che la diffamazione verso la nostra testata e i suoi giornalisti c’è ed è evidente.

 

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