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Ripopolare lepre e fagiano, il progetto dei cacciatori ora è realtà: terminate le voliere a cielo aperto foto

Grazie al contributo dei volontari e alla disponibilità dei proprietari dei terreni

Sono terminate oggi le quattro opere ideate delle Federcaccia e dall’Arct con la collaborazione e il coinvolgimento di moltissimi cacciatori. Il progetto ha visto la creazione di di tre voliere a cielo aperto per la reintroduzione e l’irradiamento del fagiano, con la realizzazione di altrettante aree cuscinetto denominate Zona di Rispetto Venatorio, oltre alla realizzazione di recinti temporanei mobili, di ambientamento per la lepre, successivamente da immettere sul territorio libero.

Le zone individuate per la realizzazione delle voliere rispecchiano i principi dettati dall’articolo 9 della Costituzione. Sono ambienti idonei, in quanto allo stato attuale sono conformi ai principi basilari della biodiversità, attraverso ecosistemi equilibrati, dove l’intervento e la presenza dell’uomo è limitato, oltre ad avere ben radicati i requisiti ambientali necessari per il sostentamento, l’ambientamento e la riproduzione. Le aree interessate sono: Ponte a Elsa, con la realizzazione di una Zrv di circa 43 ettari, Pilerno con la realizzazione di una Zrv di circa 13 ettari, Egola con la realizzazione di una Zona di Rispetto Venatorio di circa 148 ettari. In questo senso, un ringraziamento della Sezione Cacciatori San Miniato va anche ai proprietari di questi terreni che hanno consentito di portare a termine questo progetto, che ha assorbito sia risorse umane che risorse economiche. Infatti, le strutture sono state interamente realizzate con la manodopera “gratuita” dei cacciatori locali ed il materiale finanziato dall’Atc 15 Pisa Est.

La sezione ha dunque portato a termine il percorso iniziato circa tre anni fa, con le prime assemblee, per la realizzazione di aree precluse all’esercizio venatorio, ma gestite dai cacciatori. Il progetto prevedeva la reintroduzione di selvaggina autoctona (fagiani e lepri) in maniera naturale, attraverso la realizzazione di strutture idonee a questo progetto.

Gestione del territorio, impegno quotidiano del cacciatore per la salvaguardia e la gestione della selvaggina e del mondo animale, questi sono stati gli elementi importanti non solo per il Parlamento che ha recentemente approvato le modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione italiana, ma anche per la Sezione Cacciatori di San Miniato. La nuova formulazione recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

Questo nuovo testo conferma quanto dichiarato dalla sezione Cacciatori di San Miniato in molte occasioni, anche negli incontri con le istituzioni locali, per far capire come la caccia debba essere inserita nel corpo normativo che regola l’ambiente, nel quale il cacciatore è “sentinella” della fauna selvatica e “protettore” della biodiversità e degli ecosistemi. Argomenti che la Sezione “ha cercato più volte di condividere con l’attuale amministrazione di San Miniato, richiedendo la costituzione di una Consulta sul tema del territorio, senza avere riscontri concreti”.

“Possiamo affermare con orgoglio, che ridurre e pensare che la caccia sia identificata solo nell’atto finale dello sparo e ad un’attività meramente ludica, è riduttivo e distorsivo. L’attività dei cacciatori deve essere considerata nel suo complesso e per l’intero arco temporale di tutte le stagioni, soprattutto di quelle in cui l’attività venatoria è interdetta a tutela della conservazione del patrimonio faunistico. I cacciatori contribuiscono, intervenendo sul territorio e facendosi carico dei relativi oneri, al mantenimento ed al miglioramento dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, giacché è nostro preciso interesse favorire il patrimonio faunistico. I cacciatori affiancano la pubblica amministrazione nelle operazioni di monitoraggio delle specie selvatiche e nel contenimento delle specie alloctone e delle specie in insostenibile espansione che mettono a repentaglio l’incolumità e la salute dell’uomo e le sue proprietà. Grazie a tutti i cacciatori per il loro impegno quotidiano, che non quantifichiamo in ore o giorni lavorativi, ma in funzione di quanto e quando possono mettere a disposizione attraverso il loro impegno e la loro professionalità, nell’interesse certo della categoria ma anche della collettività, specie in un momento come quello attuale dove dobbiamo fare i conti con abominevoli ed irresponsabili scandali come quello del Keu, che riguarda purtroppo anche il nostro territorio”.

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