Un nuovo progetto per la discarica Cerri, “A spese di privati”

Necessari opere di movimentazione delle materie e analisi ambientali

Fino alla fine degli anni ’80, i sei comuni del comprensorio del Cuoio ci hanno conferito prevalentemente scarti della lavorazione della pelle e fanghi conciari. Poi il sito della discarica Cerri fu dismesso ma è rimasto attenzionato dalla Regione Toscana, che di recente aveva emanato nuove prescrizioni per le amministrazioni comunali.

Sfociate in un nuovo progetto per lavori da fare entro l’anno per un costo complessivo che supera i 400mila euro, burocrazia e analisi comprese. “A spese di privati – si legge nella delibera – sia riguardo le opere di movimentazione delle materie che per le analisi ambientali da eseguire, come concordato alla presenza dei rappresentati dei consorzi Aquarno e Depuratore di Santa Croce coi Comuni di Castefranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno”.

Sono stati infatti i due Comuni a gestire per anni la ex discarica e resta loro il compito di monitorare gli adempimenti delle nuove prescrizioni. Sotto la lente c’è lo stato della rete di gestione del percolato e il monitoraggio ambientale delle acque, visto che dalle indagini di Arpat nel 2015 e nel 2021 “emerge che le acque sotterranee presentano caratteristiche qualitative scadenti con vari parametri in eccesso sia nei valori soglia”. Con, comunque, “assenti o limitati impatti dei percolati sulle acque sotterranee”.

Tra gli interventi da progetto, poi, un livellamento della terra usata per coprire la discarica ma, secondo l’allegato tecnico, in quantità “ampiamente superiore a quelli di progetto” e forse non stese come dai piani, visto che ora mancherebbero quasi 20 metri cubi di terra per dare la giusta pendenza al lato di Castelfranco.

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