Al funerale di Buonaccorsi il ricordo del suo allievo Bianchi

Il docente e ex presidente di Pisa resta presente e vivo in chi lo ha conosciuto e in chi crede e ha creduto nella professione di medico degli animali

“Non è facile ricordare il professore senza commozione personale. E’ stato per me un secondo padre non esitando mai a tendermi la mano in momenti di difficoltà. Oltre a eccelso mentore,  le sue doti didattiche, e umane insegnava a porsi nel modo migliore con i nostri pazienti e soprattutto con i proprietari e, non esito a dire che i suoi insegnamenti sono ad oggi attualissimi e mi accompagnano anche oggi nella quotidianità professionale di questo ancor più difficile mestiere missione”.
All’indomani della morte di Alfredo Bonaccorsi. noto professore di Veterinaria, docente all’Università di Pisa, è il veterinario Alessandro Bianchi, di Altopascio, a ricordarlo. 
Ho condiviso anni accanto al professor Buonaccorsi laureandomi anche grazie a lui a pieni voti e alla tesi di laurea che a distanza di quasi 40 anni ha ancora la sua attualità. Si parlava di tumori dell’apparato gastro-enterico e fummo probabilmente i primi a parlare di marcatori tumorali che anche allora in medicina umana erano appena stati scoperti – spiega Bianchi -. Con quella tesi vinsi il Premio professor S. Paltrinieri per la miglior tesi di laurea in discipline medico-veterinario per il biennio 1985/86.  Con lui fu interessante redigere  anche la tesi di specializzazione sull’asma del gatto, patologia ancor oggi oggetto di studio e fu interessante allora scoprire terapie che anche oggi sono attualissime. Rimasi borsista per 4 anni con lui,  il che mi permise di seguirlo nei suoi insegnamenti che oggi restano attuali  scandiscono i ritmi delle nostre intense giornate di lavoro”.
E proprio al dottor Alessandro Bianchi, oggi (4 luglio), data del funerale a Viareggio, alla Cappella della Misericordia, è stato dato il compito, un onore, come lo stesso lo definisce, di redigere il necrologio.
Il mondo scientifico piange oggi la perdita di uno dei grandi uomini che hanno fatto la storia della medicina veterinaria. La morte del professor Alfredo Buonaccorsi spentosi nella sua amata Viareggio dopo lunga malattia, rattrista e avvilisce i molti che l’hanno conosciuto. Colleghi universitari, studenti che hanno avuto il piacere e l’onore di apprezzarlo e ammirarlo e di viverci a fianco, piangono oggi il vuoto che lascia dopo una vita dedicata a insegnare, ricercare e trasmettere con garbo, professionalità, innate doti didattiche, gentilezza e sagacia la cura degli animali – le parole di Bianchi per il veterinario tanto amato da tutti i suoi allievi -.  Allievo dei più importanti maestri della Veterinaria degli anni ’50 e ’60 fu poi giovanissimo assistente del professor Sebastiano Paltrinieri, altro titano della Veterinaria, proseguendo nello stesso solco gli insegnamenti del suo maestro e divenendo presto professore ordinario di Patologia e Clinica Medica. Una carriera tutta pisana salvo l’esperienza presso l’università di Bari alla fine degli anni ’70 dove ha anche in quella sede, lasciato ricordi importanti nei colleghi che ancor oggi lo ricordano in quell’ateneo. Co-fondatore della Scuola di specializzazione in malattie dei Piccoli animali dove insegnava Patologia e Clinica Medica è poi divenuto presidente del Consiglio di Corso di Laurea e poi preside della Facoltà di Medicina Veterinaria per molti anni”.

“Il carattere generoso, mai austero, l’ironia e la battuta pronta e sempre pertinente, il rispetto per gli studenti e la sempre presente voglia di trasmettere tutto a tutti lo contraddistingueva e lo consacrava come esempio di vita – prosegue Bianchi –  I suoi libri e le sue innumerevoli pubblicazioni restano ad oggi di eccezionale attualità. Precursore nel tempo di quei cambiamenti epocali che la veterinaria in pochi anni ha subìto, è riuscito con disinvolta modernità a traghettare con mente aperta e pronta l’epocale trasformazione che vedeva il repentino passaggio dalla veterinaria rurale delle stalle e delle scuderie alla nuova veterinaria del pet con i nuovi mezzi tecnologici, l’ematologia, la diagnostica per immagini e il fiorire degli ambulatori per piccoli animali e delle prime cliniche. Il tutto con moderna apertura e senza la minima diffidenza”.

Tra i primi a studiare l’oncologia e ad affacciarsi alle terapie dei tumori, l’enzimologia e di tutto ciò che oggi sembra normale routine. E’ stato per varie generazioni il punto di riferimento didattico e umano per la sua disponibilità, il modus, e l’empatia con cui si rendeva sempre pronto a soddisfare chiunque avesse dubbi che lui sempre fugava con sicurezza – conclude -.  Il professore resta presente e vivo in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e in chi crede e ha creduto in questa bella professione di medico degli animali”.

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