“Ti racconto una donna”, le storie delle montopolesi in teatro foto

Capecchi e Vanni: "Iniziative come questa testimoniano l'importanza della donna come cittadina attiva e abbattono gli stereotipi"

“Ti racconto una donna” è l’iniziativa lanciata nel mese di marzo dal Comune di Montopoli Valdarno per raccogliere storie di donne montopolesi e attraverso cui i cittadini hanno raccontato la vita e il lavoro delle protagoniste della prima edizione: Giovanna Vaglini, Ada Nazzi, Maria Assunta Atzori detta Lucia, Marinetta Nazzi, Giuseppina Romagnoli, Alfreda Gorini Rinaldi e Cosetta Lanini. A dar voce alle loro storie saranno gli interpreti della compagnia teatrale “No, Grazie!” giovedì 7 luglio alle 21 a Casteldelbosco nei locali del Circolo Endas.

“Con questa iniziativa – hanno detto il sindaco Giovanni Capecchi e la vicesindaca Linda Vanni – abbiamo voluto riscoprire le donne che hanno vissuto e che vivono a Montopoli, donne che sono ritornate nella città, come l’emigrata martigiana Cosetta o Ada che ha vissuto in Africa e in Ecuador. La storia della maestra Alfreda martigiana e punto di riferimento di molti studenti e Giuseppina maestra capannese che si oppose al regime fascista. Marinetta, professoressa conosciutissima che amava il proprio paese, l’arte e la cultura. L’omaggio a Lucia residente a Montopoli che dedica il suo tempo al volontariato e la storia della piccola Giovanna deceduta il primo giorno di scuola a causa della maledetta guerra“.

L’obiettivo è omaggiare le figure femminili e abbattere gli stereotipi. “Iniziative come queste – continuano – possono essere la testimonianza dell’importanza della donna come cittadina attiva ed è per questo che stiamo già pensando alla prossima edizione. Sono ancora tanti i femminicidi e la disparità di reddito tra le lavoratrici donne e i lavoratori uomini nelle stesse posizioni lavorative è ancora grande, i ruoli apicali o manageriali sono di fatto riservati agli uomini e la povertà è più forte tra le persone anziane di sesso femminile. Una presenza femminile, quindi, che sia responsabile e decisionale, effettiva e indipendente, rispettata ed accolta, può essere la strada per un nuovo sguardo sul mondo, sulla natura, sull’economia, sulla società, sulla vita, capace di correggere molte di quelle storture, create da uno sguardo solo maschile sul mondo e quindi parziale. Vogliamo partire da qua, dalle donne montopolesi del passato e del presente che hanno molto da raccontare alle nuove generazioni”.

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