Marchio Tesorino, c’è l’assegnazione provvisoria. Servirà un piano per il rilancio

Clausole stringenti sul fronte del risanamento della situazione economica

Assegnazione andata a buon fine per lo storico marchio Tesorino, ma con clausole stringenti sul piano industriale e situazione debitoria.  Al terzo tentativo è andata infatti a buon fine la procedura per l’assegnazione dei diritti sulla sorgente che sgorga da sempre nella valle fra Montopoli e Palaia. Un’assegnazione provvisoria a beneficio dell’unico partecipante, la società ‘Sorgente Tesorino- Mlc S.r.l.’, nuova compagine societaria che tenterà di rimettere in carreggiata i destini dell’azienda, finita nelle secche dei debiti, oltre che in un vortice di vertenze sindacali nel corso dell’era Covid. La nuova società, che vanterebbe nuovi investitori interessati al rilancio del marchio, si è impegnata a risolvere tutta una serie di problemi sul piano economico.

Del maggio scorso l’annuncio che i debiti con gli ex lavoratori, seguiti nella vertenza dalla Flai Cgil di Pisa, sarebbero stati estinti. Alcune settimane fa, infine, sarebbero finite tutte le scorte disponibili di acqua già imbottigliata nello stabilimento, con tutte le preoccupazioni annesse e connesse circa il futuro dell’azienda, alla quale è legato anche il destino occupazionale di dodici persone e altrettante famiglie. La provvisorietà dell’assegnazione, in questo caso, è legata alla necessità proprio per la società titolare dei diritti di emungimento della sorgente di presentare entro i termini stabiliti “un dettagliato programma industriale, il programma dei lavori e la loro modalità attuazione con gli investimenti previsti”. Procedure che consentiranno, come si legge nell’atto di assegnazione “all’aggiudicataria provvisoria di procedere alla delimitazione definitiva dell’area che sarà oggetto della concessione di coltivazione, nonché a tutti gli adempimenti propedeutici per dare seguito alla corretta coltivazione della risorsa mineraria una volta ottenuta la concessione e la conseguente autorizzazione commerciale ai sensi di legge”. Un passo in avanti rispetto al passato, anche se la situazione debitoria resta in agguato ed è stata enumerata cifra per cifra proprio nell’atto di assegnazione, con riferimento al procedimento di concordato in essere. La nuova società “ha assunto il ruolo di garante assuntore della procedura di concordato preventivo” si legge ancora nell’atto “per l’adempimento alle obbligazioni concordatarie attraverso un piano consistente nella ristrutturazione dei debiti e nella soddisfazione dei creditori”. Soggetti in credito fra cui compare anche lo stesso comune di Montopoli “per mancato pagamento della tassa sui rifiuti e per mancati versamenti Imu afferenti gli immobili della Società ‘Sorgente Tesorino S.r.l.’ in liquidazione con la quale la Società ‘MLC S.r.l.’ ebbe a stipulare contratto di affitto di ramo di azienda per l’imbottigliamento e la commercializzazione dell’acqua minerale”.

Sempre nelle more della ristrutturazione del debito, previo l’utilizzo di nuovi investimenti, sta tutta la vicenda della messa all’asta di parte del capannone. “Atteso – continua – che in ordine ai crediti vantati dal comune di Montopoli nei confronti della Sorgente Tesorino S.r.l. e quantificati nella somma di 121.705,00 Euro, di cui 12.929,00 Euro per omesso versamento della tassa sui rifiuti (Tari) e 96.331,00 Euro per omesso versamento Imu, in data 1° giugno 2022 il comune stesso ha promosso Atto di intervento nella procedura esecutiva immobiliare n. 344/2016 presso il Tribunale di Pisa, chiedendo di partecipare per tale importo in via privilegiata alla distribuzione del prezzo che sarà ricavato dalla vendita del bene pignorato”.

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