Musici e sbandieratori, nasce la nuova associazione di Castelfranco di Sotto

L'obiettivo è di portare il paese nei campionati della Federazione italiana. Un sogno inseguito a lungo dal compianto Angelo Stanco

Alcuni anni fa fu tentato l’esperimento del cosiddetto ‘gruppo unico’: un gruppo di musici e sbandieratori messi insieme fra le quattro contrade, ciascuno con i propri colori e le proprie bandiere, chiamato a rappresentare non più il proprio quartiere ma tutto il paese, portando il nome di Castelfranco in tornei e manifestazioni. Un esperimento che si esaurì nel giro di pochi anni, con una manciata di esibizioni all’attivo, ma che nel tempo è rimasto nella testa e nelle intenzioni di tanti giovani di Castelfranco che proprio in contrada hanno scoperto l’amore per tamburi e bandiere. È così che un gruppo di ragazzi ha deciso di riprovarci, stavolta sul serio, con l’obiettivo di portare Castelfranco nei campionati della Federazione italiana sbandieratori, la Fisb, vivendo l’arte della bandiera e del tamburo non più come semplice spettacolo ma come disciplina sportiva. È così che è stata costituita in questi giorni la nuova Asd (Associazione sportiva dilettantistica) musici e sbandieratori Castelfranco di Sotto, fondata da una ventina di ragazzi del paese, tutti con un passato o un presente nelle contrade del Palio dei barchini.

gruppo musici e sbandieratori castelfranco di sotto

“L’associazione nasce con l’idea di valorizzare la figura del musico e dello sbandieratore a Castelfranco – spiega Gabriele Luca, vicepresidente dell’associazione in coppia con Gianluca Rossi – perché col Palio abbiamo dato vita a un movimento che ormai ha quasi 40 anni di storia. Però nelle contrade queste sono necessariamente attività ‘di passaggio’, finalizzate ad accompagnare la sfilata e soprattutto ad avvicinare i ragazzi alle contrade creando un bacino da cui attingere. Non sono attività che hanno un obiettivo in sé. La nostra associazione nasce quindi per vivere questa specialità a livello sportivo, anche perché in questa zona, nonostante il movimento che si è creato con tutte le manifestazioni paliesche, manca ancora un perno di riferimento a livello di federazione. Noi vogliamo che sia a Castelfranco, coinvolgendo quanti più giovani possibile, ma anche atleti che già suonano o sbandierano in Comuni vicini”.

La contrada San Michele, com’è noto, c’ha già provato da tempo, partecipando da diversi anni ai campionati Fisb, “anche se per una sola contrada – prosegue Gabriele – è difficile avere un ricambio che ti permetta di restare a certi livelli”. A lanciare per primo l’idea è stato non a caso proprio Nico Papa, storico sbandieratore giallonero, oggi presidente della nuova Asd, che insieme ad altri contradaioli di San Michele e a ragazzi provenienti dalle altre contrade (San Martino in testa, seguito da San Bartolomeo e San Pietro) è riuscito a mettere insieme un gruppo che oggi conta una ventina di elementi. “Da più di un anno abbiamo iniziato a provare – riprende Gabriele – e alcuni mesi fa abbiamo presentato il nostro progetto all’amministrazione comunale, insieme ad un progetto parallelo con le scuole. Adesso stiamo lavorando per acquistare gli strumenti e realizzare i vestiti: abbiamo già alcuni sponsor e contiamo di trovarne altri. Trattandosi di un’associazione sportiva abbiamo scelto di adottare i colori sportivi di Castelfranco, quindi il bianco e il verde, realizzando uno stemma che richiama i simboli del paese”.

Il tutto con l’obiettivo di iscriversi alla Fisb nel gennaio 2023, iniziando poi a portare i ragazzi del gruppo in giro per l’Italia. “Alla fine è lo sport più toscano che ci sia – aggiunge Gabriele -: un’attività antica che attrae e che allo stesso tempo fa conoscere in giro per l’Italia e non solo le ‘culle’ dove sei nato. Rispetto alle contrade il nostro è un percorso parallelo con non toglie niente. Anzi, può essere l’occasione per avvicinare i più giovani a un’attività che poi li porterà probabilmente anche dentro le contrade stesse”.

Un sogno inseguito a lungo anche da Angelo Stanco, il 39enne deceduto lo scorso gennaio a causa di un malore, che da due anni si era speso per far nascere il gruppo e coinvolgere ragazzi che provenissero da tutte le contrade. “È stato lui a coinvolgermi nel progetto – ricorda Gabriele – e proprio a lui vorremmo intitolare il gruppo”.

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