Terreni “acquisiti dall’Ausl in modo illegittimo”, Fucecchio si interroga sul parcheggio dell’ospedale

Molti si chiedono se l'Ausl Toscana Centro aprirà un'indagine interna

La Ausl Toscana Centro aprirà un’indagine interna riguardo agli espropri dichiarati illegittimi (questi)? La domanda se la sono posta in molti, e non solo a Fucecchio. Ha infatti suscitato molto interesse l’incredibile vicenda del parcheggio al servizio del plesso ospedaliero San Pietro Igneo dal lato di via Sottovalle raccontata dal nostro giornale nei giorni scorsi e molti cittadini si interrogano su quali potranno essere le conseguenze.

La sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che una porzione del parcheggio é stata costruita su terreni (particelle 715 e 716 del foglio di mappa 58) acquisiti in maniera illegittima da parte della Ausl e che per tale motivo dovranno essere restituiti. Per le due particelle a suo tempo acquisite e diventate in seguito stalli di sosta non vi era il rogito notarile che ne determinava la proprietà della Usl. Agli atti risulta solo il compromesso non trasformato in vendita davanti ad un notaio. Inoltre, sul documento, mancava la firma di un proprietario, per cui “l’atto non può considerarsi legittimo” ha stabilito il Consiglio di Stato.

Le sentenze del Consiglio di stato non sono appellabili, la giustizia amministrativa si compone solo di due gradi di giudizio, il primo, quello del Tar, aveva dato ragione alla Usl. Il consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del tribunale regionale obbligando l’azienda sanitaria a risarcire i proprietari dei terreni oggetto della lite. In buona sostanza il tribunale di secondo grado ha accertato una falla nella procedura di esproprio.

Un errore, una disattenzione, forse sono alla base della vicenda. È evidente che gli  uffici dell’azienda sanitaria che hanno istruito il procedimento dell’esproprio non hanno adeguatamente verificato la completezza degli atti amministrativi e che tutti i passaggi fossero completi, così pare di capite dalla sentenza del Consiglio di Stato. In tanti si chiedono quindi cosa farà a questo punto l’azienda sanitaria condannata a pagare anche 8mila euro di spese processuali oltre a risarcire economicamente i proprietari, anche perché, i terreni sono ormai diventati parcheggio.

La sentenza ha portato alla luce che per l’acquisizione legittima dei terreni sono mancati alcuni tasselli che forse avrebbe allungato i tempi dell’esproprio e quindi della realizzazione dell’opera. Se un’indagine interna dell’azienda sanitaria accertasse la negligenza da parte degli uffici, saranno chiamati in causa i funzionari eventualmente ritenuti responsabili? È un’altra domanda che i cittadini si pongono all’indomani dell’articolo. Del resto, se un cittadino dà buca ad una visita medica prenotata riceve una sanzione, ma se sbaglia il funzionario o il dirigente di un azienda pubblica ad  istruire una pratica, è prevista una sanzione?

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