Fucecchio, serve una task force contro le erbacce foto

Il comune ha solo 10 cantonieri per queste manutenzioni. Una soluzione potrebbe essere avvalersi dei cittdaini che percepiscono sussidi

Una task force per togliere l’erba dai marciapiedi ed anche dalle piste ciclabili, è sempre più urgente a Fucecchio. Non è la prima volta che emerge questo problema che con il passare del tempo necessita forse di un attenzione maggiore da parte di coloro che sono preposti ad occuparsene.
La città necessita di una maggiore, attenta, e puntuale manutenzione delle strade e relativi marciapiedi, come in più sedi hanno lamentato i cittadini. In alcuni punti come viale Buonarroti, via Leonardo da Vinci, via Fucecchiello (ma se ne potrebbero citare altri) i marciapiedi sono sconnessi e ci sono dei veri e propri percorsi ad ostacoli ben visibili a tutti.
Da tempo si è aggiunto anche il problema dell’erba che non viene tagliata puntualmente, dando un impressine di incuria e trascuratezza. Erba cresciuta oltre misura anche nelle alzanelle che impedisce tra l’altro il regolare deflusso delle acque piovane contribuendo, in caso di pioggia battente, ad allagare le strade.
A complicare il problema si aggiunge la carenza di personale a disposizione dell’ente di piazza Amendola per far fronte a tutte le necessità di manutenzione e pulizia. Il personale in forza al servizio manutenzione è infatti da tempo ridotto al minimo storico, il numero dei dipendenti in organico non supera la decina di lavoratori. Gli operatori si devono occupare anche dell’allestimento delle varie manifestazioni comunali o comunque patrocinate  dall’ente che si svolgono durante l’anno.
Ed allora viene da chiedersi: per questi interventi di semplice esecuzione che non richiedono particolari requisiti o formazione, perché non viene allestita una squadra di “operatori temporanei a progetto” inserendo in questa attività sociale ed utile alla collettività persone in condizione di disagio economico che percepiscono misure di sostegno al reddito ?
Un’iniziativa del genere è stata messa in piedi di recente da alcuni comuni limitrofi, tanto per citarne uno Castelfranco di Sotto, mediante la realizzazione di progetti finalizzati all’inclusione ed integrazione che rappresentano per il personale utilizzato anche una forma di “restituzione” alla collettività del sostegno economico percepito.
Può sembrare una soluzione facile a dirsi, il personale utilizzato va formato, preparato e possono subentrare problemi assicurativi legati ad eventuali infortuni, qualcuno può obbiettare. Per questo però ci sono i dirigenti dell’ente, i consulenti, i funzionari che potrebbero pensare e studiare le relative soluzioni pratiche e legali per metter su una squadra di operatori impegnandoli con le garanzie e tutele legali previste in un progetto di manutenzione del verde, come ad esempio il taglio dell’erba sui marciapiedi evitando alla città quell’immagine di incuria e trascuratezza che l’erba cresciuta senza controllo può dare. Del resto si tratta solo di un semplice  lavoro che per decenni è stato fatto dal personale degli enti pubblici territoriali e che la normativa consente oggi di svolgere anche tramite soggetti privati esterni all’ente, come per determinate e molteplici attribuzioni viene fatto stato da tempo con l’associazione Auser Verde Argento. Ed allora perché non provarci anche con altri soggetti privati che si trovano in condizioni di disagio economico, si chiedono in tanti.

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