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Corsia in bitume e sosta breve: le domande su corso Matteotti

Inaugurato da pochi giorni, è ancora in via di completamento

Corso Matteotti è ancora al centro dei commenti dei fucecchiesi. Mancano ancora alcuni passaggi importanti, uno tra questi gli eventuali stalli per la sosta di breve durata che sono stati richiesti, ma i commenti polemici, di protesta o di approvazione, si stanno moltiplicando.

I lavori di riqualificazione sono (quasi) terminati, la strada dello struscio è stata inaugurata oltre dieci giorni fa, ma manca ancora che alcuni tasselli vadano al loro posto. Il primo riguarda la corsia centrale in bitume che dovrebbe essere levigata per assumere i caratteri cromatici del marciapiede in travertino. Il secondo nodo importante da sciogliere, sul quale si discute animatamente, riguarda la sosta delle auto che finora era consentita a pagamento sul lato sinistro. Il dibattito è incentrato proprio su questo aspetto, perché come qualcuno ha sollevato, vi sono anche delle esigenze da parte delle attività commerciali, in particolare per quanto concerne il carico e lo scarico delle merci, oppure una necessità urgente o impellente di sosta che si può presentare per un veicolo adibito al soccorso.

Di sicuro su questa problematica l’amministrazione comunale avrà fatto le sue considerazioni e valutazioni che verranno tradotte in provvedimenti al momento che l’opera sarà terminata completamente, cosa che al momento non lo è, anche perché, quella striscia nera al centro, ad onor del vero, mal si abbina a tutto il contesto. Poi rimane ovviamente la questione degli spazi per la sosta di breve durata. Quella regolamentata come in passato a parcometro, si evince dal provvedimento numero 359 di fine novembre, difficilmente sarà riproposta. Con la rivalutazione dal punto di vista urbanistico che il corso ha acquisito a seguito dell’intervento di riqualificazione, si legge nel provvedimento citato: “Appare inadeguata la permanenza dei veicoli in sosta con l’esclusione delle esigenze di carico e scarico alle attività commerciali”.

Sulla base di questo i richiedenti gli spazi nei quali un corriere o un piccolo autocarro potranno “appoggiarsi” vedranno quindi realizzata questa ipotesi, anche se questo problema sussisteva anche quando il corso era tutto occupato dalle auto, spesso sempre le stesse, con l’auspicio che ciò non si ripeta negli spazi di carico e scarico di prossima ubicazione.