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A Camaldoli sentiero chiuso

Per salvare anfibi e foresta

A Camaldoli sentiero chiuso per salvare anfibi e foresta.

Temporaneamente chiusa la direttrice escursionistica CAI n. 74 che collega Camaldoli a monte Faggiolo, attraversando il cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. La decisione è legata all’apertura di un cantiere strategico per la messa in sicurezza idraulica del fosso della Bernardina e del fosso di Camaldoli, dove sono in corso interventi di ripristino delle briglie montane, nel comune di Poppi.

Prima di avviare le operazioni, il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno ha effettuato il trasferimento controllato di tritoni, salamandre pezzate e rane temporarie, presenti nei corsi d’acqua interessati. Un’azione di tutela ambientale che segue, cronologicamente, lo spostamento di specie ittiche e che rappresenta un modello di sinergia tra ingegneria naturalistica e protezione degli ecosistemi appenninici.

Francesco Vincenzi, presidente di Anbi sottolinea: “Questo è un cantiere strategico per la prevenzione del rischio idrogeologico, ma anche un esempio concreto di rispetto e cura per gli ecosistemi delle aree interne. La sicurezza in pianura nasce a monte.”
Un monitoraggio puntuale degli alvei e delle zone limitrofe ha preceduto l’intervento, come spiega l’ingegnere Enrico Righeschi, referente della Unità Idrografica Omogenea Casentino:“Gli anfibi, particolarmente sensibili, sono stati prelevati in sicurezza e ricollocati in ambienti idonei, garantendo così la compatibilità ecologica dell’intero progetto.” Anche Massimo Gargano, Direttore Generale di Anbi ribadisce l’importanza del metodo adottato: “Un esempio virtuoso di come la manutenzione idraulica  possa convivere con la salvaguardia di ambienti naturali fragili e con una gestione sostenibile del territorio montano.”

La chiusura del sentiero, che sarà in vigore almeno fino a settembre, è stata decisa per garantire la sicurezza di operatori ed escursionisti. La zona, nota per la sua ricca biodiversità e i suoi paesaggi incontaminati, sarà accessibile tramite percorsi alternativi segnalati.

Serena Stefani, presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, conclude: “Capisco il disagio, soprattutto in piena estate, ma qui più che altrove è essenziale unire la manutenzione del territorio al pieno rispetto della biodiversità. Questo intervento restituirà un ambiente più sicuro e ancora più ricco di valore ecologico.”
Un equilibrio delicato, tra tutela del territorio e salvaguardia ambientale, che fa scuola nel panorama della gestione delle aree interne italiane.

Trasferimento controllato di tritoni, salamandre pezzate e rane temporarie