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Olive ko, raccolto giù dell’80%

Caldo estremo, scarse piogge e attacchi della mosca olearia

In provincia di Pistoia gli oliveti si preparano a un’annata nera. Dopo l’abbondanza del 2024, il 2025 mostra un quadro opposto: caldo estremo, scarse piogge e attacchi della mosca olearia hanno lasciato gli alberi quasi senza frutti. Gli operatori parlano di un crollo della produzione stimato intorno all’80%.

Le varietà frantoio e moraiolo hanno reagito meglio rispetto al leccino, ma la differenza non è sufficiente a compensare le perdite. Secondo Coldiretti, nelle situazioni più favorevoli il raccolto raggiungerà appena un terzo di una stagione media, mentre in molti casi sarà economicamente impossibile procedere alla raccolta: i costi supererebbero i guadagni.

Il boom produttivo dello scorso anno ha favorito la proliferazione della mosca, nemico principale degli olivicoltori, e gli oliveti abbandonati sono diventati terreno ideale per l’insetto. Solo dove c’è disponibilità di acqua, grazie a irrigazione o vicinanza a corsi naturali, la produzione mostra un minimo di tenuta.