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Sciopero generale dichiarato illegittimo

Nel pubblico scatta la precettazione

Il Garante degli scioperi ha dichiarato “illegittimo” lo sciopero generale previsto per domani, ma questo non significa che non si svolgerà. I sindacati, infatti, possono decidere di confermare la mobilitazione, che in tal caso avverrebbe al di fuori delle garanzie previste dalla legge 146/1990.

La Commissione non ha strumenti immediati per bloccarlo: può solo aprire un procedimento contro le sigle che non rispettano le regole, ad esempio per mancanza di preavviso o durata eccessiva. Le eventuali conseguenze ricadono esclusivamente sulle organizzazioni sindacali, con multe fino a 50mila euro, esclusione dai tavoli di confronto e, nei casi più gravi, segnalazioni alla Corte dei conti per danni economici ai servizi pubblici.

Per i lavoratori, invece, non ci sono sanzioni dirette: l’adesione non è punibile, salvo episodi di violenza, interruzioni di servizio o condotte disciplinarmente rilevanti. Solo in caso di precettazione, l’assenza potrebbe comportare conseguenze più gravi.

A seguito della delibera della commissione di garanzia la Cgil conferma “la piena legittimità dello sciopero generale” proclamato per il 3 ottobre in base all’articolo 2 comma 7 della legge 146. Il sindacato impugnerà la delibera ed anche eventuali sanzioni che dovessero essere fatte.