La novità
|Cani e gatti non sono più cose: la svolta europea sulla loro tutela
Per allevatori, venditori e proprietari
Un voto che pesa e che segna un cambio di rotta destinato a incidere nel quotidiano di milioni di cittadini europei. Il Parlamento Europeo ha approvato le prime norme comunitarie dedicate alla tutela di cani e gatti, introducendo regole stringenti su allevamento, identificazione e tracciabilità degli animali da compagnia.
Il provvedimento, passato con una larga maggioranza, stabilisce un quadro normativo finora assente a livello europeo. Tra le novità più rilevanti figurano il divieto di accoppiamenti tra consanguinei, lo stop alle pratiche di allevamento dannose per la salute e alle mutilazioni a fini estetici o competitivi. Vengono inoltre rafforzati i controlli sull’importazione da Paesi terzi, con l’obbligo di microchip e preregistrazione prima dell’ingresso nell’Unione.
Si tratta di un intervento che punta a contrastare traffici illegali e abusi, ma anche a uniformare gli standard di tutela tra i diversi Stati membri, riducendo le zone grigie che negli anni hanno favorito pratiche scorrette.
A contribuire in modo significativo al percorso che ha portato all’approvazione del testo è stata anche la Fondazione Capellino, realtà italiana impegnata nella protezione degli animali e nella salvaguardia della biodiversità. Insieme allo European Institute for Animal Law and Policy, la Fondazione aveva presentato nell’ottobre 2025 un White Paper che ha posto al centro del dibattito europeo temi cruciali come il riconoscimento del legame uomo–animale e la necessità di standard più elevati di tutela.
Un lavoro che ha aiutato a spostare l’attenzione dalle sole esigenze di mercato a una visione più ampia, in cui il benessere animale diventa parte integrante delle politiche pubbliche.
“Questo risultato rappresenta un avanzamento fondamentale verso un’Europa più consapevole e responsabile”, ha dichiarato Pier Giovanni Capellino, fondatore e presidente della Fondazione. “Ma è anche un punto di partenza: continueremo a lavorare affinché cani e gatti siano riconosciuti a tutti gli effetti come membri della famiglia in tutta l’Unione Europea.
Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio Ue prima dell’entrata in vigore, con tempi di adeguamento progressivi per allevatori, venditori, rifugi e proprietari.
Al di là degli aspetti tecnici, il significato del provvedimento è anche culturale. Si afferma infatti un principio destinato a lasciare il segno: il passaggio da una logica di possesso a una di responsabilità. Cani e gatti non più considerati oggetti, ma esseri senzienti, parte integrante della comunità.
Un cambiamento che riflette una sensibilità crescente nella società europea e che potrebbe aprire la strada a ulteriori sviluppi normativi. Perché la tutela degli animali, sempre più, coincide con la qualità civile di una società.


