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Turismo, più di 4 milioni di euro agli operatori penalizzati dal lockdown

Le domande ammesse sono state 2602: 126 sono sospese in attesa dei documenti richiesti

In quasi duemila, 1.944 per la precisione, hanno già ricevuto i contributi o li riceveranno nei prossimi giorni: più di 4 milioni e 300 mila euro complessivamente messi a disposizione dalla Regione, attraverso Sviluppo Toscana, a beneficio di operatori turistici (agenzie di viaggio e guide) e di tassisti o aziende che noleggiano bus o mezzi con conducente e che, tra maggio ed agosto scorsi per via del lockdown a seguito dell’emergenza sanitaria, avevano perso almeno un terzo del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare 359 avevano già ricevuto il contributo con la prima tranche di risorse impegnate mentre 1.585 ne hanno beneficiato con la seconda a fine novembre: in tutto sono stati al momento erogati 4 milioni e 353 mila euro. 

Il bando è quello pubblicato tra il 15 e il 18 ottobre: in  2.839 avevano fatto domanda e dopo alcuni riesami ed integrazioni richieste le pratiche non ammesse sono risultate 237. Altre 126 sono state sospese con riserva, per via di alcuni documenti sulla regolarità contributiva mancanti, e 72 (tutti di tassisti) sono in attesa della disponibilità di risorse già impegnate.

“Alla fine riusciremo a venire incontro alle richieste di oltre 2100 operatori che avevano i requisiti necessari per partecipare – spiega l’assessore al turismo Leonardo Marras – e non era un risultato scontato. Abbiamo dovuto infatti reperire in bilancio altre risorse, portando a cinque milioni il plafond iniziale che ne contava solo uno”.

Al momento rimangono da coprire, ammesse ma non finanziabili, 460 domande, tutte di tassisti, per le quali sarebbe necessario trovare un milione e 20 mila euro ulteriori. L’aiuto a fondo perduto della Regione era riservato a chi, tra maggio ed agosto, aveva perso almeno un terzo del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019: con contributi da mille a tremila euro, pari al 20 per cento delle perdite, per microimprese e professionisti e da duemila a quattromila euro, equivalenti al 15 per cento del minor fatturato, per tutte le altre imprese.

 

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