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Scuole, territori e categorie a rischio: approvati i programmi di screening gratuiti

La Regione Toscana ha lanciato una nuova campagna per monitorare la diffusione del virus e giocare d'anticipo

Più sicurezza nelle scuole, sui territori e nelle Rsa. E’ con questo obiettivo che la giunta regionale ha approvato il programma per una nuova campagna di monitoraggio e screening tramite test antigenici rapidi gratuiti per scovare il virus sul territorio. In parallelo l’assessora al sociale Serena Spinelli ha invece lanciato una campagna per finalizzata ad affrontare le criticità causate dal Covid19 all’interno delle strutture che ospitano anziani e disabili.

In particolare i progetti Scuole sicure e Territori sicuri voluti dall’assessore alla sanità Simone Bezzini hanno l’obiettivo di fare più tamponi, per giocare d’anticipo e scovare il virus dove si nasconde. La delibera include tre programmi specifici: il primo rivolto alla popolazione scolastica, il secondo ai Comuni con maggior diffusione del virus e il terzo ad alcune delle categorie più esposte al rischio di contagio, per offrire loro la possibilità di effettuare tamponi gratuitamente. Una campagna diffusa e articolata, che partirà nel mese di gennaio e si svilupperà almeno nel corso della prima metà dell’anno nuovo. Promossi dall’assessorato alla sanità in stretto rapporto con tutta la Giunta, unita nel coprire tutti i fronti della lotta al Covid, i progetti sono stati condivisi e definiti in tavoli di lavoro dedicati, formati da rappresentanti dei tanti soggetti coinvolti, a partire dagli enti locali e dal mondo della scuola.

L’obiettivo è aumentare la nostra capacità di testing per spezzare sul nascere le catene del contagio e anticipare il virus – spiegano il  presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini – perché chi cerca trova, e chi trova agisce preventivamente. Puntiamo a fare più tamponi possibili per intercettare i casi positivi, in particolare quelli asintomatici, tramite queste campagne di screening, a partire da scuole e comuni dove è maggiore la circolazione del virus, e da chi è più a rischio ed esposto alla possibilità di contagio. Un lavoro che ora può contare sulla certezza del successivo tracciamento. Desidero ringraziare gli assessori che hanno collaborato, il volontariato, le associazioni, gli enti e i soggetti istituzionali coinvolti, che hanno accettato questa sfida per la vita, con grande spirito di collaborazione e generosa disponibilità. La Toscana sta per mettere in campo una capillare e innovativa progettualità. Il rischio di una terza ondata è reale ed è nostro compito tentare ogni strada per scongiurarlo e mantenere bassa la curva del contagio, anche per il buon esito stesso della campagna di vaccinazione anti Covid”.

Il sistema di monitoraggio Scuole Sicure prevede l’applicare una strategia innovativa di allerta precoce “early-warning”, finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid19 in età scolare in 150 istituti toscani superiori, applicando l’utilizzo dei test rapidi antigenici e la metodica del “pool test”, attraverso la replicazione periodica di test in un campione di studenti delle superiori. Sono previste anche postazioni di testing tra le fermate dei trasporti pubblici e le scuole. Al programma di screening Territori sicuri partecipano, oltre alla Regione Toscana, Upi, Anci, le Misericordie, le Pubbliche Assistenze Riunite e la Croce Rossa Italiana, insieme alle Asl, alle Società della Salute e ad Ars, che si occuperà di elaborare e fornire settimanalmente l’elenco dei Comuni selezionati per l’indice di rischio di positività. L’obiettivo, anche in questo caso, è applicare la strategia di allerta precoce “early-warning” finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in popolazione generale applicando l’utilizzo dei test rapidi antigenici nei Comuni più a rischio.

La proposta si muove su due assunti: il primo è organizzare un sistema di offerta attiva di test antigenici rapidi nei Comuni toscani attraverso la collaborazione del sistema delle municipalità toscane e delle associazioni di volontariato e del sistema delle pubbliche assistenze già sperimentato durante la campagna estiva di Movida Sicura; il secondo è elaborare un sistema di selezione dei Comuni basato sulla locazione geografica di questi e sui tassi di infezione standardizzati per 100 mila abitanti osservati nei Comuni toscani durante l’ultima settimana sommati alla velocità di progressione della epidemia rispetto alla settimana precedente.

Per quanto riguarda il programma di screening rivolto ad alcune delle categorie più esposte al rischio di contagio, l’atto di Giunta prevede che saranno le Asl toscane a fornire i test antigenici rapidi a imprese, enti e istituzioni, nelle quali medici competenti o altri professionisti autorizzati provvederanno a effettuarli, registrando obbligatoriamente il risultato del test nell’app regionale appositamente istituita. Tra i destinatari il personale e ospiti qualora non ricompresi in altre campagne di screening a carico del Ssr, le residenze sanitarie disabili, i servizi per le dipendenze e per la salute mentale, i centri accoglienza profughi e case rifugio, gli assistenti sociali, l’assistenza domiciliare, il volontariato operante nella sanità o nei servizi sociosanitari, socioeducativi o sociali, le carceri. Oltre a queste, badanti, vigili del fuoco, vigili urbani e polizia provinciale, forze dell’ordine, uffici giudiziari, trasporto pubblico locale e operatori gestori servizi rifiuti.

 Per quanto riguarda le Rsa, Rsd e Covid la Regione ha inoltre rafforzato l’impegno per ridurre i rischi e tutelare ospiti e operatori. “Vogliamo promuovere la sicurezza all’interno delle Residenze sanitarie assistenziali e delle Residenze assistenziali per disabili. Il nostro intento è quello di continuare ad investire sulla riduzione dei rischi e tutelare meglio ospiti ed operatori. Migliorare la situazione delle strutture è doveroso e possibile, con l’impegno assiduo da parte di tutti i soggetti coinvolti. La sicurezza, come la qualità, è un processo continuo, fatto spesso di piccoli gesti quotidiani, tanto importanti, quanto difficili da rappresentare, ma che meritano attenzione, riconoscimento e strumenti adeguati”.

L’assessora al sociale Serena Spinelli con queste parole ha quindi lanciato una campagna finalizzata ad affrontare le criticità causate dal Covid19 all’interno delle strutture che ospitano anziani e disabili. Dalla Regione Toscana arriveranno quindi ulteriori strumenti di comunicazione e formazione, finalizzati a promuovere comportamenti sicuri nelle residenze, che ospitano oltre 12 mila persone e dove lavorano circa 10 mila operatori. Si tratta di una guida ai comportamenti da tenere da parte di operatori e residenti e di strumenti di comunicazione circa i comportamenti sicuri che devono tenere tutti coloro che a vario titolo frequentano le residenze. Sta per essere diffuso anche un video tutorial intitolato Sicurezza in Rsa e pandemia Covid-19 realizzato con gli operatori delle strutture sociosanitarie per fornire indicazioni semplici e pratiche a tutti coloro che lavorano in Rsa sui comportamenti sicuri, sia in aree no-covid, che nel momento delicato di vestizione e svestizione nelle aree Covid.

In programma anche un corso di formazione online sulla sicurezza e la gestione del rischio sanitario in Rsa, accessibile da piattaforma regionale gratuitamente per tutti gli operatori delle Rsa. L’intento è quello di diffondere un modello organizzativo che renda più semplice per l’operatore fare la cosa giusta e più difficile fare quella sbagliata. Tra le altre cose che la Regione promuove figura la buona pratica, sostenuta anche da un apposito finanziamento, per sviluppare la presenza di una stanza degli abbracci in tutte le residenze dove questo sarà possibile, così da accorciare le distanza fra familiari e residenti, umanizzando maggiormente la residenzialità e le cure che sono parte integrante della qualità e sicurezza della vita dei residenti in una Rsa. Laddove non sarà possibile allestire una stanza dedicata, saranno incentivate tutte le iniziative creative di comunicazione tra persone assistite e familiari.

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