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Dopo il rogo del 2018 rinasce il bosco sui Monti Pisani

Investimento di 60mila euro in 3 anni

Un progetto per far rinascere il bosco sui Monti Pisani dopo il rogo di due anni fa. La Regione Toscana, in sinergia con la comunità del bosco dei Monti Pisani Onlus e la società Olt Offshore Lng Toscana, ha promosso la realizzazione di interventi sui soprassuoli del Monte Pisano danneggiati dall’incendio del 2018.

Saranno azioni in grado di favorirne la ricostituzione e il miglioramento, valorizzando i servizi eco-sistemici delle aree distrutte dal fuoco, contribuendo ad implementare le azioni di tutela dell’area forestale e garantendo interventi funzionali anche alle attività di fruizione e di valorizzazione turistica.

È stata firmata per questo l’intesa tra Regione Toscana, Olt Offshore Lng Toscana e Comunità del Bosco del Monte Pisano Onlus che hanno deciso di unire le loro forze e collaborare per favorire il ripristino della vegetazione, prevenire il dissesto idrogeologico e accrescere l’attrattività turistica delle aree del Monte Pisano.

In particolare, la stipula del protocollo operativo – tra la società e la comunità – ha permesso di individuare le modalità più efficaci per portare a termine l’opera di riforestazione e riqualificazione.

Si tratta di un investimento di 60mila euro in 3 anni che sarà finanziato da Olt che nell’ambito delle attività di Corporate Social Responsibilty (Csr) legate al progetto L’Energia del Mare – Fare con e per il Territorio, sta sviluppando interventi capaci di intercettare le esigenze sociali del territorio che ospita il proprio impianto.

La qualità e la prosperità della vita locale, come sostiene la Comunità del Bosco, è sempre più legata alla capacità di raggiungere nuove intese a favore della gestione del territorio tra una pluralità di soggetti pubblici, privato di impresa e no profit. Le sfide ambientali odierne richiedono nuove soluzioni e azioni concrete da realizzare per la produzione di beni collettivi ambientali. In accordo con l’Unione Europea e con il piano per il Green Deal che ha posto al centro dell’attenzione la riduzione del consumo di risorse non rinnovabili e il contrasto alla crisi climatica, la salvaguardia e l’ampliamento delle superfici boscate rappresenta elemento centrale per la creazione di futuro.

Secondo il programma di lavoro, le attività, progettate e dirette dalla Comunità del Bosco, inizieranno entro fine dicembre 2020.

Nel progetto, la Regione Toscana supervisionerà e monitorerà le azioni concordate.

“Da un’esperienza drammatica, abbiamo capito come dove e quando intervenire e abbiamo lavorato insieme per un comune obiettivo. – ha detto la vicepresidente e assessore all’agricoltura Stefania Saccardi – Abbiamo sperimentato la legge regionale che ha istituito le Comunità di bosco che sostengono un bosco curato e presidiato come lo è stato per tanto tempo che diventa dunque anche una fonte di reddito preziosa, abbiamo coinvolto una società come Olt che sottolinea la sua presenza con interventi come questo, a vantaggio di tutta la comunità. Le azioni concrete che abbiamo messo in campo anche grazie a questa intesa, sono il segno dello spirito con il quale abbiamo voluto far rinascere un bosco così drammaticamente distrutto, rendendo fruibile e gestibile un territorio complesso sotto l’aspetto della forestazione, ma di una straordinaria bellezza e di una valenza ambientale di grande rilievo”.

“Un’impresa responsabile – ha sottolineato Giovanni Giorgi, amministratore delegato di Olt –. non può limitare il raggio di azione alla propria infrastruttura, deve dialogare con il territorio e capirne le istanze. Questo è lo spirito del nostro programma di CSR, L’Energia del Mare. Nello specifico, il patrimonio naturale della Regione Toscana è immenso e non possiamo permetterci di perderlo”.

“Questo progetto di riforestazione – ha aggiunto Maurizio Zangrandi, amministratore delegato di OLT – oltre a contribuire al ripristino ambientale di un’area fortemente colpita, consentirà anche l’assorbimento di CO2 e di inquinanti. Un altro step verso un modello di impresa sempre più sostenibile e integrato nel territorio”.

“Il progetto di ripristino di un’area percorsa dall’incendio del 2018 in località Monte Grande del Monte Pisano, che si realizzerà con il supporto di OLT Offshore LNG Toscana, e il coordinamento della Regione Toscana – ha dichiarato Maurizio Meucci, presidente della Comunità del bosco del Monte Pisano Onlus –  è coerente con l’azione della nostra Comunità del bosco, nata nell’ottobre del 2019, dopo l’incendio che ha distrutto una vasta porzione di territorio del Monte Pisano per contrastare le crisi che il cambiamento climatico e una gestione non corretta e coerente del territorio, determina. La Comunità del bosco è nata per incamminarsi su questa strada ed ha trovato nei comuni dell’area e nella Regione Toscana degli interlocutori propositivi. Olt ha mostrato interesse a condividere un pezzo di questo percorso. L’ambizione è che dopo il primo intervento altri ne potranno seguire, anche valorizzando tutte le politiche esistenti, per costruire spazi di futuro per le generazioni presenti e attese”.

Dopo il tragico evento del settembre del 2018 Regione Toscana ha intrapreso un percorso che avviasse in tempi rapidi la ricostituzione delle superfici forestali andate distrutte. Accanto all’azione diretta coordinata tra l’Unione Montana Alta Val di Cecina e il Comune di Calci, è stato possibile dare una risposta pressoché immediata ai primi lavori di salvaguardia, mentre la forte sensibilizzazione della comunità ha reso possibile la costituzione della prima Comunità di Bosco della Regione, assieme alla quale lavoriamo oggi in sinergia per restituire al Monte Pisano il suo importante ruolo di patrimonio naturale ed ambientale comune. Il sostegno attivo di soggetti privati come OLT facilita la realizzazione di questo percorso.

Questo primo intervento che Comunità del bosco e Olt Offshore Lng Toscana realizzeranno, unitamente a quelli già eseguiti sul Monte Serra da Regione Toscana, servirà per consolidare una metodologia di intervento volta a risanare le profonde devastazioni prodotte dagli eventi che da settembre 2018 a febbraio 2019 hanno polverizzato ben oltre 1.000 ha di bosco coperti interamente da vegetazione. La principale linea guida per la ricostruzione del soprasuolo è orientata verso lo sviluppo di latifoglie, caratterizzate da una loro maggiore resistenza al fuoco, rispettando i principi di naturalità e biodiversità peculiari del luogo. In base alle specie arboree, è ipotizzabile che le 1.350 piante che andremo a ricollocare su Monte Grande contribuiranno a stoccare una quantità di CO2, calcolata con l’utilizzo di valori medi per piante a maturità, pari a oltre 5mila300 tonnellate.

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