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Dalla Regione contributi fino a 40mila euro per le aziende del settore dell’informazione

Dal 24 gennaio le domande: in ballo 1,1 milioni di fondi per un settore in crisi come quello dell'editoria

Contributi fino a 40mila euro per le aziende del settore dell’informazione – micro, piccole e medie imprese – che operano in ambito locale, anche loro in sofferenza nei fatturati per la pandemia e le misure di contenimento adottate per contrastarla. Un effetto, in molti casi, della riduzione delle inserzioni pubblicitarie da parte di aziende a loro volta in crisi.

La Regione ha stanziato un milione e centomila euro e le richieste per godere dell’aiuto potranno essere presentate a partire dal 24 gennaio: c’è un mese di tempo. Per i beneficiari l’obbligo di mantenere per otto anni l’attività. Il bando sarà pubblicato sul sito di Sviluppo Toscana, azienda in house della Regione che si occuperà pure dell’istruttoria delle domande. 

La misura –  che era stata sollecitata dall’Associazione Stampa Toscana, il sindacato dei giornalisti, e dall’Ordine dei giornalisti della Toscana –  si rivolge all’intero settore dell’informazione locale, dall’emittenza radiofonica via etere a quella televisiva con il digitale terrestre, dalle web tv e web radio ai quotidiani e periodici (su carta o on line) fino alle agenzie di stampa web. Le imprese devono essere iscritte al Roc, il registro degli operatori della comunicazione, e soddisfare diversi altri requisiti. Tra questi c’è la presenza in redazione di giornalisti assunti con contratto da dipendente: minimo tre (a tempo pieno) per le televisioni e la stampa, due per le radio e le web tv, sempre due per le agenzie di stampa (di cui almeno uno a tempo pieno), un giornalista assunto per le web radio e per i quotidiani o periodici on line. Sono escluse dagli aiuti le imprese sanzionate, nell’anno precedente, per violazioni in materia di tutela dei minori e le emittenti di televendita. 

Come per molti altri ristori Covid-19, per godere del contributo a fondo perduto le aziende che faranno richiesta devono nel 2020 aver ridotto i propri fatturati di almeno il 20 per cento rispetto all’anno precedente. Chi ha iniziato ad operare nel 2020 avrà un ristoro proporzionato ai soli mesi di attività, non potendo dimostrare cali di fatturato, mentre per chi ha avviato la propria attività nel corso del 2019 (ma non dall’inizio) sarà fatta una media mensile ai fini della determinazione delle perdite. Tutte le domande presentate saranno esaminate entro marzo. 

“Questi ristori – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – hanno un doppio obiettivo. Il primo è quello di venire in soccorso ad aziende, come tante altre a cui abbiamo teso la mano in questi mesi, che hanno sofferto la crisi economica provocata dalla pandemia e le restrizioni imposte per contrastarla. Ma ha anche lo scopo di tutelare la pluralità dell’informazione, servizio essenziale  e presidio di democrazia”.

“Si tratta di un intervento importante che grazie alla Regione, con cui fin dall’inizio c’è stata grande collaborazione, permetterà di garantire posti di lavoro e stipendi – sottolinea il presidente dell’Associazione Stampa Toscana, il sindacato dei giornalisti, Sandro Bennucci – L’informazione non ha mai chiuso: il lockdown non ha riguardato i giornalisti. Ma è anche vero che molte aziende hanno sofferto un calo importante degli introiti pubblicitari, per la crisi che ha interessato il resto dell’economia”.

“Ringrazio la Regione che ha raccolto l’invito del sindacato e dell’Ordine nell’esser vicina a realtà locali in difficoltà ed oggi ancora più in sofferenza a causa della pandemia” dice il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana Giampaolo Marchini, che apprezza tra i requisiti per accedere al bando la presenza di giornalisti contrattualizzati in redazione. “Spero – aggiunge – che le aziende che hanno bisogno approfittino dell’occasione. Ugualmente mi auguro che in futuro ci possano essere occasioni per ulteriori sostegni all’editoria locale”.

 

 

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