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Vitesco, la Regione scommette sull’automotive e rinnova il protocollo d’intesa

Una firma per la trasformazione dei siti di Fauglia e San Piero a Grado guardando all'ibrido e all'elettrico

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La partita è quella che coinvolge l’intero sistema della componentistica automotive, ovvero il passaggio dal mondo dei motori endotermici a quello dell’ibrido e dell’elettrico. Un settore che interessa moltissimo anche la Toscana, tanto che ieri Eugenio Giani ha firmato il rinnovo del protocollo d’intesa per la trasformazione dei siti Vitesco Technologies Italy srl di Fauglia e San Piero a Grado.

“Il settore automotive e della mobilità, tra i principali dell’economia nazionale, è anche uno degli ambiti produttivi più dinamici per la Toscana – spiega il presidente – la Regione punta a rafforzare sia la filiera tecnologica, valorizzando le competenze di formazione, ricerca e sviluppo storicamente consolidate negli atenei di Pisa e Firenze, sia la parte industriale a livello di pmi e multinazionali sul territorio, anche con l’implementazione di tecnologie carbon-free”.

La firma del rinnovo del protocollo è avvenuta in occasione della manifestazione a Fauglia per i 35 anni di attività di Vitesco in Italia: “La conversione degli stabilimenti, a cui si lavora grazie a questo protocollo, deve riuscire a salvare i 750 posti di lavoro, altrimenti messi a rischio dalla transizione energetico-industriale e conferma l’importanza delle relazioni industriali con le organizzazioni sindacali” afferma il governatore Eugenio Giani, presente a Fauglia con il capo di gabinetto, Paolo Tedeschi, l’assessora al lavoro, Alessandra Nardini, e l’assessore allo sviluppo, Leonardo Marras.

“Vitesco Technologies nell’agosto 2019 ha deciso di riposizionare le sue attività dell’automotive nella mobilità elettrica, con graduale superamento del business di iniettori per motori a combustione che ha sempre interessato ricerca, sviluppo e produzione dei due stabilimenti presenti in Toscana – chiarisce il presidente – Abbiamo ritenuto opportuno rinnovare il protocollo siglato nel 2020 proprio per supportare l’azione di trasformazione industriale dei due siti della provincia di Pisa, mettendo in campo una serie di iniziative, oltre a quanto già fatto in questi ultimi anni sul fronte della formazione e del supporto istituzionale assieme ai sindaci di Fauglia, Collesalvetti e Livorno. Per noi Vitesco è già un caso di interesse nazionale e, non a caso, l’azienda partecipa già al tavolo per l’automotive indetto dal ministro Giorgetti, augurandoci che possa trarre benefici dal nuovo fondo nazionale settoriale di 8 miliardi appena varato anche su richiesta delle associazioni di categoria”. In particolare si tratta di rafforzare la collaborazione per la conversione produttiva degli stabilimenti; le collaborazioni industriali con la rete di aziende attive sul territorio, a partire da quelle ad alto valore aggiunto tecnologico; ricerca e sviluppo con università e scuole superiori di Pisa; la formazione del personale; gli incentivi regionali e per industria 4.0.

In primo piano la questione occupazionale e quindi le prospettive dei lavoratori già impiegati nei due stabilimenti toscani, come  chiarisce l’assessora al lavoro, Alessandra Nardini: “Si tratta di un rinnovo importante, che dimostra la costante attenzione della Regione Toscana verso una realtà produttiva strategica del nostro territorio. Per accompagnare la transizione che sta investendo il settore dell’automotive, sono decisivi gli investimenti in formazione, ricerca e sviluppo portati avanti anche grazie alla collaborazione con le istituzioni universitarie. In questo percorso è stato e sarà fondamentale il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali”.

Da parte di Vitesco sono quindi state ridefinite le priorità per i prossimi anni con riferimento alle proprie aree di interesse a livello tecnologico e di sviluppo, cominciando dalle tecnologie per la mobilità sostenibile e la transizione energetica, all’insegna anche della sostenibilità ambientale dei prodotti e degli stessi stabilimento rendendoli a zero emissioni e basso consumo di energia. Un ‘pacchetto’ che investe anche il riposizionamento dei prodotti sul mercato dell’ibrido e dell’automotive, come rileva Leonardo Marras. “Vitesco – commenta – è l’emblema della trasformazione dell’automotive in Italia. Non possiamo quindi che esprimere soddisfazione per la strada fatta in questi primi trentacinque anni e rinnovare, concretamente, l’impegno della Regione nel sostegno agli investimenti, all’innovazione e a tutte quelle azioni che accresceranno la sostenibilità delle lavorazioni e dei prodotti che usciranno dallo stabilimento toscano”.

 

 

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