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Bandiera nera per le acque della costa toscana: su 20 prelievi 11 risultano inquinate oltre i limiti

Legambiente: “Le foci dei fiumi continuano a essere punti critici da tenere sotto controllo. Dobbiamo intervenire subito sulla cattiva depurazione dei reflui”

Presentati oggi (5 luglio) i risultati delle analisi dei campioni d’acqua prelevati dai volontari e volontarie di Goletta Verde sulle coste della Toscana: 11 punti sono risultati oltre i limiti di legge. In totale sono 20 i punti campionati, 15 in corsi d’acqua e canali, 5 in mare. I 20 campioni sono distribuiti lungo la costa con 4 prelievi in provincia di Massa Carrara, 2 in quella di Lucca, 1 di Pisa, 7 di Livorno, di cui 4 sull’isola d’Elba e 6 in quella di Grosseto.

Sei sono risultati fortemente inquinati, 5 inquinati e 9 entro i limiti. Dei punti fuori dai limiti solo uno (uscito fortemente inquinato) è stato prelevato a mare, in assenza della foce di un fiume o canale. Stamani a Firenze, nel corso di una conferenza stampa, ne hanno parlato Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana; Federica Barbera, portavoce Goletta Verde; Federico Gasperini, direttore Legambiente Toscana; Pietro Rubellini, direttore generale Arpat; Marcello Mossa Verre, direttore tecnico Arpa; Alessia Merlo, responsabile Conou Coordinamento Area nord-est.

Quest’anno la Goletta Verde torna a solcare i mari per affrontare i temi dell’eolico offshore, della lotta alla crisi climatica e alle fonti fossili per promuovere le aree marine protette e la tutela della biodiversità, ma anche per accendere i riflettori sulla cattiva o assente depurazione dei reflui. Partner principali della campagna il Conou, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, Anev, Novamont e Renexia, partner Aipe media partner La Nuova Ecologia.

I campionamenti di Goletta Verde non si vogliono sostituire ai dati ufficiali ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. Se, infatti, i dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo, le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo che è quello di andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, il principale veicolo con cui l’inquinamento, generato da un’insufficiente depurazione, arriva in mare.

Le analisi, eseguite da laboratori individuati sul territorio, mostrano dunque delle criticità in questo inizio di stagione presso alcune delle foci campionate; criticità dovute alla presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed Escherichia coli), considerati un marker specifico di inquinamento dovuto a scarsa o assente depurazione. Fortemente inquinati i prelievi effettuati alla foce del torrente Carrione, a Carrara, e quello alla foce del fiume Brugiano a Massa.

Fortemente inquinato anche il campione prelevato a mare, nell’area prospiciente la foce di uno scarico in Via Salivoli a Marina di Salivoli (Livorno). Stesso giudizio negativo anche per i punti alla foce del fiume Gora a Follonica e quello alla foce del fiume Osa, in località Fonteblanda a Orbetello, entrambi in provincia di Grosseto. Infine, fortemente inquinato, il campione prelevato alla foce del fosso Mola/Fossone centrale a Capoliveri, sull’Isola d’Elba. Inquinati invece la foce del torrente Lavello, in località Partaccia a Massa, la foce del fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta (Lucca), la foce dell’Arno a Marina di Pisa, la foce del fiume Bruna a Castiglione della Pescaia e il Fosso della Madonnina in località Punta della Rena, a Portoferraio (Livorno). In generale sono stati rinvenuti 8 cartelli di divieto di balneazione e nessun cartello di informazione sulla qualità delle acque.

“Il lavoro che facciamo ogni anno con Goletta Verde non vuole sostituirsi a quello delle autorità competenti ma denunciare una situazione di ritardo cronico del nostro Paese sul fronte della depurazione dei reflui – dichiara Federica Barbera, portavoce Goletta Verde – Non a caso, gravano sull’Italia ben quattro procedure di infrazione da parte dell’Unione europea per la non conformità alla direttiva del 1991 sul trattamento delle acque reflue. Con le nostre analisi dei punti critici, vogliamo denunciare ancora una volta questa situazione. Il nostro mare è la principale vittima sacrificale della mancata depurazione sulla terra ferma, ossia di adeguati sistemi di trattamento dei reflui, sia urbani che industriali. Uno dei tanti mali italiani con conseguenze gravi soprattutto per lo stato di salute del mare”.

“Il quadro che si presenta davanti a noi quest’anno è quello di un sostanziale rimescolamento delle carte; – dichiarano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Toscana – infatti, assistiamo a un lieve ma sostanziale miglioramento delle stazioni settentrionali della costa apuo/versiliese (storicamente più inquinate) e contemporaneamente dobbiamo assistere a un deterioramento delle performance della costa meridionale, con una stazione, alla Foce dell’Osa, che è davvero fuori target rispetto agli esiti di tutti i campionamenti del recente passato”.

Il Conou, Consorzio Nazionale Oli Usati, rinnova ancora la sua storica partnership per la campagna estiva di Legambiente. Da 39 anni il Consorzio è protagonista dell’economia circolare italiana assicurando la raccolta e l’avvio a rigenerazione degli oli lubrificanti usati in tutto il Paese. Grazie alla filiera del Consorzio questo rifiuto si trasforma in una preziosa risorsa tornando a nuova vita: oltre il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Lo scorso anno il Consorzio ha recuperato in Toscana 10.356 tonnellate di olio usato.

“La salvaguardia dell’ambiente è la mission del Consorzio, da sempre sensibile alle emergenze ambientali che impongono un intervento fattivo da parte di tutti. In questi quasi 40 anni di attività sono state raccolte più di 6 milioni di tonnellate di olio minerale usato, evitando la sua dispersione nel suolo e nelle acque dei nostri fiumi, laghi e mari”, spiega Alessia Merlo, Responsabile Conou Coordinamento Area nord-est.

“L’olio raccolto  – prosegue – è stato rigenerato per oltre il 98% e riportato a nuova vita per il consumo in Italia. In Europa la rigenerazione dell’olio non supera il 60% ed è per questo che siamo ritenuti, in Europa, un modello di Economia circolare all’avanguardia. Il nostro Paese, grazie all’impegno costante del Conou sul territorio nazionale, risparmia ogni anno 34 milioni di mc di acqua, 78.000 ton di CO2 in atmosfera, consumo di suolo oltre alle importazioni di prodotti petroliferi con un risparmio di circa 3 miliardi di euro all’anno. Con questi numeri il Conou ha dimostrato che il passaggio da un modello di produzione lineare ad un’economia circolare è in grado di accrescere il valore economico e occupazionale del nostro Paese, contribuendo a preservare le risorse ambientali. Il nostro impegno verso l’ambiente – conclude Merlo – continua con la volontà di mantenere questi risultati continuando ad essere un buon esempio in Europa”. 

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