“Un neonato nel cassonetto”, era Cicciobello

Mattinata movimentata nella piccola frazione di Villa Campanile dove si è temuto che qualcuno avesse gettato un neonato nel cassonetto per gli abiti usati.

La vicenda poi fortunatamente si è risolta con un sorriso visto che a lamentarsi non era un bambino ma un bambolotto a pile. A dare l’allarme poco dopo le 6 ai soccoritori del 118, attirata dai vagiti provenienti dall’interno del cassonetto, una ragazza del posto che a quell’ora, come tutte le mattine, si stava recando in paese per aprire la propria attività, e che subito ha richiamato l’attenzione delle molte persone già assiepate fuori dal bar. Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi, anche se inizialmente dalla centrale del 118 non credevano alle parole della giovane che ha chiamato e hanno preteso di ascoltare dal telefono i lamenti del presunto bambino. Arrivati sul posto con tanto di ambulanza i sanitari si sono trovati davanti al cassone chiuso da dove provenivano i lamenti. Ci sono voluti un gran lavorio e persino l’aiuto di un grimaldello per sradicare il portellone del cassonetto, naturalmente ben sigillato per evitare furti e atti di vandalismo. Dopodiché, si può solo immaginare la sorpresa dei sanitari e di tutti i presenti nel constatare che il responsabile di tutto quel trambusto non era un bambino, ma appunto un bambolotto a pile, modello Cicciobello, di quelli con cui sono cresciute intere generazioni di bambine, in Italia e nel mondo e che è capace di imitare in tutto e per tutto i lamenti di un bambino appena nato. Il bambolotto forse era stato introdotto nel cassonetto dalla sua precedente proprietaria nella speranza che potesse diventare il compagno di giochi per una bimba meno fortunata della sua precedente proprietaria.
Alla fine tutto si è risolto con un sorriso liberatorio e qualche battuta di spirito da parte dei soliti buontemponi. Ma per quasi un’ora, a Villa Campanile, si era temuto veramente il peggio, con la macchina dei soccorsi già scattata e le persone in allerta nonostante fosse mattino presto, mobilitate nel tentativo di salvare quel “frugoletto” che gemeva dal fondo di un cassone degli abiti usati.

 

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