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Marti, riempiono cucina di fumo e svuotano casa dai preziosi foto

“Come si chiama sua nuora? Mi dica il nome così la cerco e la chiamo”. È bastato questo a far crollare la diffidenza dell’ennesima coppia di anziani truffati e derubati nella propria abitazione. Ancora una volta il pretesto è stato quello del mercurio nell’acqua, con l’invito a depositare denaro e gioielli all’interno del frigorifero. Un piano ormai collaudato, con una messa in scena quasi teatrale capace di far crollare ogni resistenza da parte delle vittime. È successo ieri mattina (24 agosto) a Marti, nel comune di Montopoli, pochi minuti dopo un caso praticamente identico denunciato a Staffoli.

A raccontare la dinamica della truffa, avvenuta in un’abitazione di via Musciano, è la nuora dei due anziani raggirati, che ieri mattina si è vista piombare i suoceri all’interno del proprio negozio visibilmente agitati. Pochi minuti prima, intorno alle 10,45, un uomo in tuta da lavoro si era presentato al campanello fuori dal giardino, dopo essere sceso da un’auto di colore bianco sulla quale era rimasta una seconda persona. “Ci manda sua nuora – avrebbe esordito l’uomo -. C’è un guasto alle condutture idriche e dobbiamo entrare a controllare”.

 

La finta telefonata
Di fronte alla resistenza dei due anziani, che hanno invitato l’uomo a rivolgersi a sua nuora recandosi in negozio, il truffatore ha sfoderato il proprio repertorio: “Mi dica come si chiama sua nuora che la cerco e la chiamo” ha esclamato l’uomo, fingendo poi di cercare il numero della donna sullo smartphone. Subito dopo è partita la classica telefonata farlocca, nella quale il truffatore ha finto di parlare con la donna di fronte agli occhi dei due anziani, che a questo punto hanno fatto cadere ogni resistenza aprendo la porta di casa al malvivente.

“La cassaforte potrebbe esplodere”
“Metta subito l’oro in frigorifero” ha esordito l’uomo rivolgendosi all’anziana, che si è quindi tolta di dosso il collier e gli orecchini che stava indossando in quel momento. A quel punto il finto operatore del gestore idrico ha iniziato a girare per tutte le stanze, fingendo di dover controllare i vari rubinetti di casa, e nel frattempo chiedendo insistentemente dove fosse la cassaforte: “Con il mercurio nell’acqua la cassaforte potrebbe esplodere – ha proseguito – è pericoloso”. Di fronte alla risposta dei due anziani, che hanno spiegato di non avere alcuna cassaforte, il truffatore ha insistito: “Se avete altro oro o dei soldi metteteli subito in frigorifero, altrimenti il mercurio ve li brucia”. A questo punto anche il marito si è fatto convincere, depositando in frigo circa 500 euro in contanti che sarebbero serviti per pagare l’assicurazione della macchina”.

“Fuggite dalla cucina, qui ci penso io…”
Così, quando il truffatore è tornato in cucina, ha messo in atto l’ultima parte del piano: azionando una sorta di bomboletta che ha riempito la stanza di fumo bianco, l’uomo ha iniziato a gridare ai due anziani di allontanarsi al più presto facendoli fuggire dalla cucina. Quando i due coniugi sono tornati in cucina, è bastato aprire il frigorifero per rendersi conto di essere stati raggirati, anche se la messa in scena dev’essere stata decisamente convincente: “Ho visto piombare in negozio mia suocera – racconta la donna – che ha esordito dicendomi di avergli tirato un brutto colpo”. Solo gradualmente, col passare dei minuti, l’anziana ha realizzato fino in fondo quello che era accaduto.

Truffatori seriali
“Ho subito telefonato ai carabinieri – riprende la nuora dei due anziani – che mi hanno detto di aver avuto un caso molto simile a Staffoli”. Tutto, insomma, lascia pensare ad un gruppo di truffatori seriali, gli stessi che nei giorni scorsi avrebbero colpito anche a Empoli e San Romano. Un gruppo composto da 2 o più probabilmente da 3 persone, che avrebbero messo in atto il piano utilizzando forse due autovetture. Secondo il racconto di alcuni testimoni, infatti, il truffatore che è entrato nell’abitazione era sceso da un’auto di colore bianco guidata da un complice. Al momento di fuggire, però, avrebbe attraversato la strada salendo a bordo di un’auto scura dove probabilmente c’era un terzo complice ad aspettarlo. L’uomo, italiano, ha agito indossando sempre occhiali scuri e un berretto, insieme ad una tuta da lavoro di colore verde.
“I miei suoceri non avrebbero voluto raccontare quello che era accaduto – conclude la donna – ma io credo sia giusto far sapere con quali situazioni e con che tipo di persone abbiamo a che fare, soprattutto sperando di mettere in guardia altre persone”.

Giacomo Pelfer

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