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Rapine ed estorsioni, coppia di Montopoli torna in carcere

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Per loro si sono aperte le porte del carcere. I militari del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Lucca, infatti, hanno eseguito due ordini di esecuzioni firmati dal tribunale di Lucca nei confronti di Andrea Meucci, 48enne già noto alle forze dell’ordine, residente a Montopoli Valdarno e della moglie Francesca Nervo, 47 anni, infermiera (Coppia di Montopoli era mandante di rapine ed estorsioni).

I due, rintracciati lui a Empoli e lei a Montopoli Val d’Arno, sono stati entrambi condannati, dal Tribunale di Lucca, con pena patteggiata a 2 anni e 2 mesi di reclusione e 600 euro di multa per la duplice rapina. Considerato il periodo di carcerazione preventiva a cui sono stati sottoposti, entrambi dovranno scontare in carcere la pena residua di 1 anno, 9 mesi e 29 giorni.
Secondo quanto era stato ricostruito dai carabinieri, la vittima delle loro vessazioni, era stata “agganciata” da Meucci durante un soggiorno per lavoro a Santo Domingo, Paese di cui sono originari gli esecutori materiali delle rapine e delle successive estorsioni di denaro: per gli inquirenti si tratta di Escano Teofilo Garcia, 35enne, residente a Savona, di Josè Antonio Peguero Quezada, 32 anni, residente a Cairo Montenotte, in provincia di Savona ed Eugenio Montero Montero, 37 anni, anche lui come gli altri residente a Savona, e tutti e tre operai nei cantieri navali della cittadina ligure.
I tre dominicani, su indicazioni della coppia che conosceva le vittime, per ben due volte fecero irruzione tra marzo e giugno del 2016 nell’abitazione della coppia di coniugi alla presenza peraltro dei figli minori, facendosi consegnare complessivamente circa 11mila euro, sotto varie minacce, tra cui quella di dare fuoco alla casa qualora non avessero consegnato il denaro. Alla fine però le due vittime avevano deciso di rivolgersi ai carabinieri di Capannori, quando ormai non ce la facevano più a sborsare il denaro. Le loro indicazioni furono preziose perché di lì a poco i mandanti e gli esecutori materiali dei raid furono rintracciati dai militari nell’ambito dell’operazione che prese il nome di Santo Domingo.

 

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