L’ombra delle macellazioni rituali dietro le carcasse di animali ritrovate a San Romano foto

Salvadori: "Alcuni elementi suggeriscono quella pista". Ispezioni nei macelli, escluso il coinvolgimento dei cacciatori

Si infittisce il mistero di piazza Maffei a San Romano, nel comune di Montopoli in Valdarno, dopo il terzo ritrovamento di carcasse di animali morti. Dalle indagini interne condotte dai tecnici del comune emerge una vera e propria liturgia alla base dell’azione, con elementi comuni nei tre casi che nel mese e mezzo scorso hanno scosso la frazione. Prima un intero maiale, poi il costato con brandelli sparsi e, infine, nei giorni scorsi, degli uccellini. Passi avanti si sono fatti per capire la modalità con cui ha operato chi ha abbandonato gli animali, ma la risoluzione appare ancora lontana.

Alla richiesta di delucidazioni della consigliere di minoranza Lara Reali sullo stato delle indagini risponde l’assessore Roberta Salvadori. “Rispetto ai ritrovamenti passati – ha detto Salvadori, con riferimento alle due carcasse di maiale trovate nella piazzetta – abbiamo preso i resti degli animali e condotto le indagini seguendo due vie. La prima è quella delle analisi veterinarie, ma è stata infruttuosa perché alla prima carcassa mancava il lobo dell’orecchio sul quale è impresso il marchio identificativo. Sul costato e gli altri pezzi di carne ritrovati, chiaramente, era ancora più difficile risalire ai responsabili. La seconda strada è quella della perlustrazione: siamo andati in tutti gli allevamenti della zona, ma non abbiamo riscontrato animali mancanti”.

Resta, quindi, senza soluzione il caso. Anzi, se vogliamo, si complica addirittura. Dalle indagini condotte dalla polizia municipale con l’ufficio ambiente, infatti, emergono degli elementi che erano sfuggiti a una prima raccolta di informazioni. “Tutti i ritrovamenti – spiega Salvadori – sono avvenuti di domenica e sempre nella stessa piazza, mai in altri luoghi del comune. Questa coincidenza temporale fa pensare a un rituale più che a un avvertimento. Inoltre, un altro elemento comune ai tre fatti è la plastica utilizzata, sempre la stessa”.

Le carcasse dei maiali sono state smaltite seconda le norme di legge, assicura Salvadori, ma non è stato possibile effettuare dei rilievi sugli uccellini, ultimi a essere stati ritrovati morti. Questo perché quando è giunta la notizia agli organi competenti i le carcasse dei volatili erano già spariti.

Qualcuno, probabilmente avrà pensato di togliere il prima possibile quel macabro spettacolo dalla vista di tutti. Intanto viene esclusa l’ipotesi che quei pezzi di carne fossero i proventi di una battuta di caccia. “Per le modalità e la cadenza degli abbandoni è improbabile – conclude Salvadori, che aggiunge – sicuramente andremo fino in fondo e la traccia che stiamo seguendo è quella di un monitoraggio del luogo”.

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