Liceo Marconi, Cambiamenti: “Dietro alle parole di Giglioli c’è l’intenzione di rendere definitiva la sede della Scala”

Giglioli: "Stiamo lavorando all'adeguamento cartografico dell'area di Ponte a Egola per il nuovo liceo"

E’ botta e risposta nel dibattito politico di San Miniato – come se il futuro del liceo riguardasse solo il Comune di San Miniato – tra maggioranza e opposizione sulla questione della collocazione di un nuovo edificio la cui costruzione per ora è tutta ipotetica e che possa ospitare in via definitiva il liceo Guglielmo Marconi.

Se da un lato il sindaco Simone Giglioli sta lavorando in fase prodromica ad avviare i lavori burocratici propedeutici alla collocazione di un progetto del liceo tra Ponte a Egola e Molino d’Egola, dietro il distributore, nei terreni a lato della Tosco Romagnola, dall’altro la lista Cambiamenti continua la sua battaglia ormai cominciata da prima della campagna elettorale, non appena si creò l’emergenza della sede di San Donato con una posizione assai articolata, ma che puntualmente non trova la convergenza con le posizioni dell’amministrazione comunale.

Un problema non solo di posizioni politiche contrapposte, ma anche di metodo: da un lato Giglioli che punta ad avviare un percorso che dia una soluzione definitiva, magari da attuare anche nell’arco di vari anni, al liceo, cercando un’ubicazione sostenibile per un nuovo edificio. Dall’altro Cambiamenti che ne fa una valutazione forse politicamente più pragmatica per il territorio e che ribadisce di ritenere il recupero della sede storica l’unica soluzione percorribile.

“Noi – spiegava alcuni giorni fa il sindaco Giglioli – stiamo lavorando all’adeguamento cartografico dal punto di vista urbanistico di quell’area per renderla idonea anche in termini di normative ad accogliere un edificio scolastico, un passaggio propedeutico poi a mettere in atto gli altri che serviranno ad avviare il percorso”.
Alla fine quindi, quello di Giglioli sembra essere l’unico atto concreto dall’avvio dell’emergenza liceo nell’ormai lontano 2016, dopo i grandi proclami dell’amministrazione Gabbanini, che dopo aver creato le condizioni politiche per commissionare uno studio da centinai di migliaia di euro a professionisti privati per potare il liceo a Fontevivo – dove pareva palese anche dalla toponomastica che non ve ne fossero le condizioni geologiche –, alla fine non ha risolto il problema, lasciando una delle due scuole superiori in posizione decentrate rispetto all’utenza e in un edificio, che pur non essendo a rischio crollo rispetto al precedente di San Donato, non è certo una soluzione ottimale né per chi la vive tutti i giorni né per la Provincia che è costretta pagare decine di migliaia di euro di affatto ogni mese.

La questione è stata dibattuta anche in consiglio comunale con una mozione presentata dal gruppo consigliare di Cambiamenti composto da Manola Guazzini e Matteo Squicciarini all’amministrazione Giglioli. “Si intende spendere ulteriori soldi pubblici per farci dire quello che si vede anche a occhio nudo. L’area in questione (quella di Ponte a Egola ndr) è un’area di golena, soggetta a rischio esondazioni e quindi inadatta ad ospitare un grande edificio scolastico. E non sembrano davvero dirimenti i miglioramenti che possono esservi stati in seguito al collaudo della cassa di esondazione di Roffia. E comunque la scelta di questa localizzazione significherebbe un ulteriore consumo di suolo, in contrasto con gli indirizzi continuamente proclamati. Molto probabilmente – continuano gli esponenti di Cambiamenti – dietro al ‘tireremo dritto’ di Giglioli c’è ancora una volta l’intenzione di traccheggiare, di rendere definitivo il provvisorio e di lasciare il liceo scientifico Marconi a La Scala.

Attualmente – precisano Guazzini e Squicciarini – la Provincia di Pisa continua a pagare interessi su mutuo per circa 150mila euro l’anno sull’edificio di San Donato inagibile dal 2016 e ora vuoto e inutilizzato, circa 20mila euro al mese per l’attuale sede di La Scala e circa 50mila euro per il trasporto degli studenti all’impianto sportivo di Fontevivo per fare ginnastica”.

“Anche qualora liceo a Ponte a Egola venisse realizzato – continuano gli esponenti di Cambiamenti – e venissero risolti gli enormi problemi di parcheggio e di messa in sicurezza, ne verrebbe fuori una scuola non inserita in un polo scolastico e al di fuori di ogni contesto culturale adatto alla presenza di un istituto di istruzione superiore. Ponte a Egola avrebbe invece bisogno di un consistente investimento per adeguare le strutture della scuola di base, dalla scuola dell’infanzia alla media inferiore. A noi sembra assolutamente evidente che, in una situazione in cui abbiamo, con ben tre sedi tra pseudoprovvisorie, pseudodefinitive e realmente abbandonate, non si dovrebbe indicare nessuna soluzione che comporti un ulteriore consumo di territorio; e in particolare che, se non si punta a integrare la soluzione del problema della localizzazione del Liceo con quella di altri problemi di portata comprensoriale, come la prospettiva dell’istituto tecnico commerciale Cattaneo, la costituzione di un polo scolastico integrato con servizi di interesse cittadino, il consolidamento del versante settentrionale della collina di San Miniato e una politica di effettiva riqualificazione del centro storico di San Miniato, un’area importante come il Valdarno inferiore non avrà mai una dotazione scolastica all’altezza della sua rilevanza.

Per questo – concludono da Cambiamenti – avevamo presentato una mozione per impegnare l’amministrazione comunale a realizzare intese con l’amministrazione provinciale e con gli altri comuni del Comprensorio e ad affidare, su questa base, un attuale studio di fattibilità, che parta dal recupero dell’attuale sede storica e della sua area e tenesse insieme tutti questi obiettivi”.

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