Mazzette per favorire pratiche edilizie, terremoto al Comune di Pisa: 7 indagati

Nei guai un vigile urbano, un dipendente dell'amministrazione, tre geometri e due ristoratori

Sette persone indagate a vario titolo per le quali il giudice per le indagini preliminari ha già firmato le richieste cautelari della procura, tutte di natura interdittiva e non restrittiva. A finire nel mirino dei carabinieri del nucleo investigativo e della procura della Repubblica di Pisa un vigile urbano, un dipendente del comune di Pisa che avrebbe preso mazzette in cambio di ‘aiuti’ alle pratiche, tre geometri e due ristoratori. E’ questo il risultato di due filoni di indagine indipendenti.

Il primo da cui è partito tutto si è concentrato sull’impiegato comunale che, stando alle accuse e alle intercettazioni ambientali effettuate dai carabinieri da febbraio 2019, avrebbe preso in almeno cinque occasioni mazzette per favorire pratiche edilizie a nei confronti di ristoratori e altri clienti dei professionisti.

Per lui i reati contestati vanno dalla corruzione ad altre aggravanti tipiche del pubblico ufficio. I tre professionisti, coinvolti a vario titolo per far andare avanti le pratiche, pagavano la mazzetta. Il vigile urbano invece, secondo quanto sostengono gli inquirenti, secondo una segnalazione arrivata dallo stesso comando della polizia municipale di Pisa, è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio. L’agente che aveva rapporti con i due ristoratori del centro storico li avrebbe informati, stando alle accuse, in via preventiva dei controlli su suolo pubblico e altri aspetti della loro attività, prima che gli agenti arrivassero.

Dalle indagini è emerso che il vigile urbano avrebbe avuto rapporti di ‘lavoro’ con un ristoratore che gli lasciava gestire un locale dal quale avrebbe avuto il 40 per cento degli utili come guadagno. Al momento il gip, nonostante la procura avesse chiesto misure restrittive personali per i due dipendenti del comune, ha concesso per loro la sospensione dal lavoro e per i professionisti il divieto di esercitare l’attività professionale per un anno per evitare possibili inquinamenti probatori. Per i due ristoratori è scattata il divieto di esercitare l’attività di ristorazione e per uno dei due il divieto di dimora a Pisa. Al momento la procura sta continuando ad indagare per perfezionare l’impianto accusatorio e raccogliere altri elementi di prova.

Sulla vicenda è intervenuto in giornata anche il sindaco di Pisa Michele Conti che ha spiegato: “Stamattina ho provveduto a trasmettere l’ordinanza notificata al segretario comunale come responsabile anticorruzione dell’ente per l’immediata adozione degli atti di competenza nei confronti dei dipendenti coinvolti: l’atto di contestazione degli addebiti per l’avvio dei procedimenti disciplinari, la sospensione dal servizio e altri provvedimenti amministrativi conseguenti. Chi lavora negli enti pubblici è tenuto a doveri particolari, maggiori rispetto alle altre categorie di lavoratori partendo da quelli minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta, espressi nel codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, integrati e specificati nel codice di comportamento del comune di Pisa. Su questo fronte la nostra amministrazione ha dotato l’ente di tutti gli strumenti necessari per garantire il corretto funzionamento degli uffici, approvando in giunta nel gennaio 2019 il Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza 2019-2021 e le Misure Anticorruzione 2019-2021 contenenti le aree di rischio e le misure preventive. Ma abbiamo fatto anche di più, deliberando sempre in giunta nel novembre scorso, per la prima volta al comune di Pisa, un disciplinare sulla rotazione ordinaria e straordinaria del personale, che costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione della corruzione ed insieme un criterio organizzativo che può accrescere le conoscenze e la preparazione professionale del lavoratore. Nel disciplinare, dichiarando le finalità e l’ambito di applicazione dello stesso, si esplicita che: l’alternanza tra dipendenti nell’assunzione delle decisioni e nella gestione delle procedure ha lo scopo di ridurre il rischio che possano crearsi relazioni particolari tra amministrazioni e utenti, clienti, fornitori, con conseguente pericolo dell’affermarsi di situazioni di privilegio e l’aspettativa a risposte illegali improntate a collusione”.

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